domenica 25 settembre 2016

Ma le vostre fidanzate lo sanno che siete single?

Istruzioni per la lettura:
Astenersi uomini senza didimi
Astenersi donne crocerossine


Sono cose che succedono quando ti trovi in un parco troppo affollato, in un appartamento stracolmo di studenti, in un treno regionale stipato o in una relazione in cui ti accorgi di non essere in due bensì in un numero indefinito di individui in cui ognuno fa la sua gara e come dice una mia amica si fa a botte per un pendente che al massimo ha la durata di una canzone di Seu Jorge ( 3’30’’).
Cosa succede? Succede che ti incazzi.


Ti incazzi così tanto che non vedi l’ora di far esplodere un casino che ha l’entità di una bomba al napalm fatta scoppiare nel momento di punta dentro alla metropolitana di Pechino. Ti incazzi perché nemmeno centrassi qualcosa con tutta sta storia, che allora lo capiresti. Ti incazzi perché come sempre, a romperti gli equilibri, sono una serie di intrecci dei quali non vuoi nemmeno sentir parliamo, figuriamoci essere presa in mezzo. Ti incazzi perché le persone non sono capaci di farsi i cazzi loro e viversi le loro ridicole vite senza disturbare la tua quiete.
Ti incazzi perché ti fanno ribrezzo i sotterfugi di amori al ribasso e matrimoni fedifraghi in cui sembra vigere la corsa a chi tradisce per primo o di più. Ti incazzi perché non c’è più nessuno capace di essere sincero ma si vive continuamente in uno stato di menzogna in cui il marito è tradito dalla moglie che ha un’amante che a sua volta tradisce la moglie con la moglie di un altro e spesso ha pure l’amante dell’amante che è ignara di tutto,  insomma un gran casino. Ti incazzi perché nei giochi ti ci ritrovi senza sapere nulla di tutto questo e in tutta questa storia probabilmente sei l’unica libera e di conseguenza l’unica che chiamano tutti, moglie, amante, madre, nonna, bisnonna, amici scomparsi da anni e chi più ne ha più ne metta nel calderone delle corna che sono lunghe come la coda sull’autostrada del sole in un week end di giugno[1].
Ti incazzi perché in un mondo che va alla velocità della luce tu vorresti almeno goderti quei rari momento di relax non stando ad ascoltare che quello ha tradito quella con quell’altra e che l’altra ha cornificato quello di prima con quello di dopo che è già andato a scoparsi un’altra perché si era stancato di sentirsi il dopo di un seggiolino della calcinculo durante una festa di paese.
Io, queste cose, proprio non le capisco. Ma come fanno certe persone a reggere una doppia o tripla vita quando io nemmeno riesco a viverne serenamente una? Come fanno certi individui a incastrare gli appuntamenti con diverse amanti, a organizzare cene a lume di candela senza essere scoperti e a inviare messaggi senza confondere il destinatario? Forse hanno i messaggi pre-preparati nel telefonino e al momento opportuno fanno un invio multiplo con la frase “ci vediamo stasera” o forse hanno una speciale App che gli tiene il calendario e non gli accavalla gli appuntamenti o forse sono laureati in organizzazione eventi il che potrebbe spiegare come un uomo, solitamente a compartimento basico rispetto ad una donna, possa sempre cavarsela dicendo che è con i figli e quindi gli si perdona tutto.

Forse gli uomini non hanno ben chiaro che nessuna donna ha bisogno di un uomo per essere felice o almeno, nessuna donna ha bisogno di un uomo a percentuale o di un uomo che sembra un etto di prosciutto al quale attingono diverse bocche. Forse gli uomini, memori di anni e anni di storia pensano ancora che noi donne stiamo ad aspettare desiderose quel pezzettino di carne che spesso non ci da nemmeno piacere, perché parliamoci sinceramente e qui sfido la risposta a duello: sapreste dirmi, donne, quanti uomini sono stati davvero (
ho detto davvero) capaci di farvi provare l’orgasmo? ( non dite bugie perché sono una donna anch’io).


E allora smettiamola di correre dietro a falsi moralisti, a finti pentiti, a piagnucoloni seriali o a    uomini che si nascondono dietro a mille scuse salvo poi scoprire che la scusa era la settima amante della lista. Smettiamola di volerci male e pretendiamolo un uomo intero.
Intero nel senso che deve avere due braccia che abbracciano un unico corpo, (possibilmente il mio) una bocca che bacia un’unica altra bocca, (possibilmente sempre la mia) due occhi che hanno fatto una scelta, possibilmente la scelta di guardare nella mia direzione, si perché lo sguardo è una scelta e chi decide di guardare in una direzione decide di escludere qualsiasi altra cosa all’infuori dell’oggetto guardato[2].
Intero nel senso che la sua grottesca e lagnosa vita deve essere interamente impiegata ad amare una e ripeto UNA e UNA sola donna.

Mi fermo qui, altrimenti oggi faccio un trattato. 
TO Be Continued…







[1] @Antonia Storace
[2] Amelie Nothomb, la metafisica dei tubi

Nessun commento:

Posta un commento