domenica 10 maggio 2015

Gattamortismo. Hai visto mai una gatta morta con i tacchi a spillo?

Mettiamo un attimo nero su bianco, perché qui di cazzate ne abbiamo sentite tante, anzi troppe. Stronzate che vengono sputate dalla bocca di uomini che di volersi un attimo, e dico: “un solo un attimo, slacciare il nodo che hanno stretto al cuore, non ne vogliono sapere. La faccio più semplice, perché la chiarezza è una qualità che mi contraddistingue, in fondo, e dico: “solo in fondo”, sono una donna e di peli sulla lingua, non ne ho. Ma dico: “sono una donna”, ma non di quelle che piacciono alla stragrande maggioranza degli uomini. Sono una di quelle che si sveglia alla mattina con il sorriso, - anche se il mattino per me inizia alle 11-  e sono estremamente contenta di essere così maledettamente stronza e maledettamente esigente e maledettamente indipendente e così maledettamente innamorata della mia “capriccitudine” che non me ne frega proprio nulla se risulto spocchiosa, irriverente, algida o complicata. Provateci voi a mantenere una posizione così difficile, a combattere contro un esercito di uomini che desidera il monte di Venere senza raggiungere nemmeno il primo gradino della scala del vostro condominio. Provateci voi ad andare a letto con uno che pensa di essere un grande amatore e invece è Geppetto con un bastone che a malapena  gli regge le mutande. Provateci voi a sostenere un discorso con un ebete che pensa di avere una Laurea in tuttologia mentre a me sembra sia andato a scuola dal bidello. (cit. mamma di Blue G.)  


E che cavolo! Ma possibile che donne, munite di un cervello pensante, che sanno mettervi all’angolo, farvi fare fallo e pure rigore e nel mentre state cercando la palla, vi danno pure uno sbeffetto sulla testa vuota, vi facciano paura come una eiaculatio precox quando sul letto c’è Gisele Bündchen? Possibile che una donna, per essere appetibile, il cervello, lo debba mettere in folle, far finta di accondiscendere a ogni vostro volere, esaudire tutti i desideri sessuali trascurando se stessa? Possibile che per essere fidanzata, l’unica soluzione possibile sia essere semplice, - nel senso più basico del termine - avere il dono del mutismo e della rassegnazione, non possedere l’udito mentre snocciolate cazzate con gli amici, e se non bastasse, essere completamente a disposizione a cucinare, lavare, stirare, accompagnarvi immobile come una pianta a tutti gli appuntamenti noiosi che la vostra vita inutile vi impone e non per ultimo essere moglie cornuta e consapevole con una Singer al posto della bocca e un San Daniele al posto degli occhi? Sapete cosa vi dico miei cari uomini dotati di ginocchia molli come la colla di pesce? Urlo a pieni polmoni che ancora non hanno istituito un corso di Gattamortismo dove insegnano l’arte della schiavitù, dove impongono la sofferenza del sesso senza orgasmo (perché la prestazione massima che regalate, spesso, non arriva al di sopra di 3’30’’) dove educano a parlare con i gesti senza l’utilizzo della parola, dove ammaestrano a non abbaiare (che per noi donne è urlare a squarcia gola) e che professano una vita di stenti di fianco ad un uomo immaginario che fa la sua comparsa solo all’ora di cena per imporre il suo dominio sul Lambrusco e sulla Porchetta. Non hanno ancora istituito un Master di questo genere, che, se esistesse, frequenterei solo per capire quale diavoleria occulta spinge una donna a essere una gatta morta per accasarsi, quale strana congiunzione astrale c’era il giorno che, o i giorni in cui, nascono le innumerevoli gatte morte che portano sempre ballerine color carne, indossano camicette color avorio e mettono un nastrino ai capelli a mò di pipullo paesano che al solo pensiero mi fa rabbrividire pelle, sottopelle e interiora.



Io voglio un mondo per tutti, comprese le gatte morte, però vorrei pure un mondo in cui gli uomini non si sentono rassicurati da una donna con la forma di un tubo di scappamento solo per il fatto che risulta più rassicurante di una a forma di clessidra. Vorrei un mondo in cui il capello sciolto non fosse un semaforo rosso ma fosse un via libero alla libertà di essere come sei, di manifestare il proprio carattere e la propria eccentrica personalità. Vorrei un mondo in cui essere bella, dentro, molto più che fuori, fosse la costante assoluta per essere felice accanto ad un uomo fantastico (possibilmente che comprenda che 3’30’’ sono troppo pochi per schiarirsi l’ugola).
Vorrei un mondo in cui sapere chi sono Derrida, Lévinas, Agamben, Merleau- Ponty, Steiner, Singer o Adorno non venisse visto come un eccesso di evoluzione ma semplicemente come una grande curiosità sul pensiero altrui. Mi piacerebbe un mondo in cui, le donne fossero donne, al quadrato se possibile, (dal libro Donne al quadrato di Antonia Storace) e gli uomini fossero uomini, che amano una donna al quadrato.

Nel mentre, attendo che attivino il corso di gattamortismo e continuo a scrivere e a guardare la luna.


1 commento:

  1. Forse dovresti comprendere che la seduzione prevede anche il gattamortismo( è corretto il termine?).. a me sembri solo infastidita dalla capacità di seduzione di qualcun altra..atteggiamento tipicamente femminile..come vedi non sei tanto diversa dalle altre..affina le armi ed impara ad utilizzarle. con affetto Anonimo Veneziano.

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