venerdì 4 aprile 2014

Pantaloni senza pence. Le principesse del XXI° amano la cucina


Chi l’ha detto che la cucina è una cosa da uomini? Nell’immaginario mondiale, sono gli chef maschi a dominare la scena. In effetti, gli uomini ai fornelli sono molti di più delle donne. Fare lo chef è un lavoro durissimo, richiede tanto spirito di sacrificio, una grande pazienza e una buona dose di generosità, inoltre, fare questo mestiere, nelle cucine di un ristorante, necessita di una volontà di condivisione notevole, di uno spiccato senso del dovere nei confronti dei propri commensali e non per ultimo, abbisogna di una certa dose di pazzia in quanto non è da tutti riuscire a stare in piedi e concentrati per così tante ore. Uno chef non vive una vita normale.
Uno chef vive per cucinare, ore e ore in posizione verticale in mezzo a coltelli, bollitori e alimenti da impiattare. Durante l’adolescenza, uno chef, cucina. Durante l’età della discoteca, uno chef cucina. Durante il periodo del fidanzamento, uno chef cucina, così come prima e dopo il suo matrimonio, la nascita di un figlio o di un nipote, uno chef cucina. Insomma, uno chef cucina sempre. Uno chef impegna gran parte della sua vita a tagliare, affettare, bollire, arrostire, zuccherare, infarinare, assaggiare e stressarsi al timore che qualcosa vada storto. Se poi sei una donna, tutto quello che fai viene guardato al pelo dell’uovo, si sa, in un mondo di maschi, noi donne veniamo sempre additate e guai a fare errori. Gli errori non sono ammessi soprattutto in un mondo maschile, che se pur fantastico, è sempre un mondo in cui predomina il pantalone. In cucina però, non esiste la gonna e tutti portano i calzoni e quindi, cari maschietti, mettetevi il cuore in pace, anche in questo settore stiamo scalando le vette. Si, avete capito bene, stiamo salendo la scala del fornello o della piastra a induzione. Regine di bollitore di tutto il mondo, unitevi e fate vedere chi siete. Armatevi di coltelli rosa ben appuntiti e infilateveli tra i denti, non per fare una battaglia, quella mai, ma per far vedere quanto valete. Le chef donna oggi depongono l’immagine dell’angelo del focolare per prendere in mano lo scettro a forma di padella. Ormai siamo così avanti che le donne in cucina non sono nemmeno più quelle brutte e trasandate sguattere o quelle arpie con le braccia flaccide, sono piuttosto le regine del mattarello con corpi statuari e trucco perfetto anche in bocca a fumi dalle temperature diaboliche. Sono veline con i capelli raccolti da un fermaglio alla moda, madrine di stile con unghie laccate e fanciulle sexy con il rossetto rosso. Le chef donna incarnano la nuova femminilità, le nuove principesse che non aspettano il principe azzurro che le salvi da una grama vita in cucina, bensì principesse che si salvano da sole facendo diventare la cucina il loro speciale regno incantato.

Helena Rizzo
In questi giorni è stato reso noto il nome della chef che si è guadagnata il Veuve Clicquot Best Female Chef, il prestigioso titolo, dato dalla rivista inglese specializzata in gastronomia “Restaurant”, che ogni anno stila le classifiche dei migliori 50 ristoranti del mondo. Il premio è stato insignito alla 35enne brasiliana (origini italiane) Helena Rizzo del ristorante Mani di San Paolo. Ex modella, bella da far perdere la testa è una delle punte di diamante della cucina mondiale. Alta, con un corpo statuario, snella e con un viso pulito, la nostra chef, è l’esempio perfetto di come tutto stia cambiando e di come anche una donna che proviene dalla moda, possa, con tenacia e grinta, diventare la nuova principessa contemporanea. L’immagine della principessa non è più quella sul pisello, o meglio magari li cucina -i piselli-  ma prima li coltiva e li raccoglie dall’orto di casa sua. La nuova icona di lady del XXI secolo ha il berretto in testa e le braghe senza “pence”, salta da un bollitore all’altro e indossa il profumo dei prodotti freschi.

Diverse sono le donne che hanno deciso di cimentarsi nel mestiere dello chef, senza perdere la loro femminilità, eccone alcune.

Toya Legido and Tomás Zarza/©ICEX
Elena Arzak. Nel 2012 le è stato assegnato il premio come miglior chef donna del mondo. Lei, basta puro sangue è la quarta generazione del ristorante Arzak (aperto dal 1897) di San Sebastian. Una donna che sa ciò che vuole e che ora, dirige una cucina che ha conquistato le tre stele Michelin. Una cucina d’innovazione, conosciuta in tutto il mondo. Una donna che non ha perso la femminilità, anzi direi che proprio nella cucina basta, all’apparenza così maschile, lei è la quota rosa fondamentale che sa dare ai piatti un tocco di dolcezza.

Aurora Mazzucchelli
Aurora Mazzucchelli. Insieme al fratello Massimo, sommelier, ha preso le redini del ristorante di famiglia, il Marconi, guadagnandosi la stella Michelin.
Aurora è uno chef che osserva, sperimenta, assaggia, custodisce, si confronta, dialoga, soffre unitamente ai suoi piatti, che, nel corso degli anni sono diventati sempre più eleganti e raffinati nel gusto. È una chef comandata da quell’amore viscerale che alimenta la passione, da quel fuoco che genera genialità, da quel calore interiore che diventa il new leitmotiv dei suoi menu.
Lo spazio del piatto di Aurora Mazzucchelli, è l’accoglienza nei luoghi della libertà gustativa. Ci accetta riaprendo le porte delle sensazioni, dentro cui non siamo più stranieri. La sua cucina è apertura. Apertura che spalanca con i sapori le dimore sbarrate dentro di noi. La cucina di Aurora Mazzucchelli cura le ferite esistenziali portando sul piatto il calore materno.


Cristina Bowerman
Cristina Bowerman. Non vedo l’ora di poter scrivere, scrivere e ancora scrivere di lei. Ancora non ci sono riuscita come voglio, perchè quando hai a che fare con una donna così, un pò senti l’ansia da prestazione. Non ha bisogno di presentazioni, lei. Laureata in giurisprudenza, da Romeo Chef&Baker passando per gli Stati Uniti e dallo stellato Glass Hostaria di Roma, la nostra chef è l’immagine della donna, chef, mamma e imprenditrice, tutto insieme. Una cucina che non ha bisogno di altro che di se stessa. Lussuriosa, impudica, erotica fino al midollo. I suoi piatti monopolizzano. Credo fermamente che la cucina renda migliore ogni cosa, abbia la capacità di salvare l’anima dai tormenti, acquietare i bollenti spiriti o talvolta scaldarli e trovar pace dove prima c’era guerra. La cucina libera la mente, riempie la pancia e guarisce il cuore. É l’unica, (per me) insieme all’arte, a recuperare un ricordo chiuso in un cassetto, è lei che sprigionando la sua potenza è capace di rendere presente ciò che è passato e passato ciò che prima sembrava futuro. Io vedo questo nella cucina di Cristina, un sogno erotico in progress, passato e futuro si uniscono in un assaggio meravigliosamente presente.

Alice Delcourt
Alice Delcourt. Metà francese e metà inglese, ha deciso di aprire il suo ristorante in Italia: l’Erba Brusca a Milano. Alice è una di quelle donne che guarderesti cucinare per ore.
Cucina a metri zero, frutti dell’orto curati dalla chef, materie prime attentamente selezionate in base a qualità, stagionalità e vicinanza. Una chef dall’animo genuino e puro proprio come la sua cucina.

La lista potrebbe continuare all’infinito. Ora mi fermo qui. Ho troppa fare ora per poter proseguire.

3 commenti:

  1. E brava Blue, questa è la strada :)

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  2. Il sessismo di questo articolo è imbarazzante, ma secondario solo al nulla abissale a livello di contenuti. Centinaia di battute di NULLA.
    Sarebbe interessante conoscere le storie di queste chef, le loro particolarità come professioniste e come persone, ma in questo post non c'è nulla di tutto ciò, solo un'accozzaglia di parole che si potrebbero dire di chiunque e risulterebbero comunque banali.

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    1. Carissimo Black Bean,

      grazie per essere passato di qui e aver lasciato un commento.
      Non c'è nulla di sessista in questo articolo, parla solo di donne. Non ho mai letto cose del genere quando parlavo di chef uomini, strano, ma si sa, il mondo è maschio.

      Per il nulla abissale, rispetto il tuo giudizio, non si può scrivere per tutti e piacere a tutti. Per i contenuti più strutturati mi rimetto a professionisti del settore, non è certo questo il blog adatto in quanto qui si parla con leggerezza di tante cose: Arte, cucina, sesso, sentimenti, luoghi.
      a presto
      Blue

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