sabato 4 agosto 2012

Pasta Bianca



Ogni età ha il suo sogno erotico. A 14anni le ragazzine classe 77’ sognavano di sposare Simon Le Bon mentre i ragazzini giocavano ancora ai soldatini. Qualche anno dopo, noi femminucce, eravamo già alle prese con sottovesti trasparenti indossati nelle fiere di paese mentre gli uomini, sempre in ritardo, giocavano sull’autoscontro. Erano gli anni di Basic Instinct, del vedo – non vedo, dei rossetti rossi e del fondotinta rosa sulle guance. Erano gli anni dei “culi in pompa”, dei baci rubati e delle minigonne cosi corte da far voltare anche i pali della luce. Ma gli uomini erano sempre una spanna lontano da noi.
Passati i 20, fantasticavamo di diventare ballerine nello staff della nostra discoteca preferita, ci eccitava mostrare le grazie toniche e ammiccare sguardi al buio di una sala, i capezzoli diventavano turgidi al pensiero di danzare in console vicino al super dj e non vedevamo l’ora di poterlo conoscere e magari vaneggiavamo su un possibile flirt. Mentre ballavamo sudate sopra una pedana e il corpo si dimenava sensuale, i maschietti, dal basso della pista, sbarravano gli occhi in cerca del colore delle mutandine, sempre troppo piccole per essere avvistate, loro erano la, lontani, in un altro pianeta, su un’orbita sconosciuta, in una galassia distante anni luce. A 25 anni, il nostro sogno erotico era l’uomo maturo e con esperienza, perché i tuoi coetanei non capivano nemmeno cosa fosse il clitoride. A quei tempi ti lanciavi tra le braccia di signorotti attempati con un look improbabile che potessero farti provare emozioni sotto le lenzuola, uomini con almeno il doppio della tua età, stanchi delle rughe della ex moglie e in cerca di carne fresca ma soprattutto in cerca di conferme sulla loro virilità ormai al limite. I magici anni novanta stavano trascorrendo, un giorno eri bionda, quello dopo mora e quello dopo ancora rossa. Un momento ti piaceva la montagna e quello dopo il mare.  Passavi la tua giovinezza a provare e riprovare, a sperimentare quale cosa ti eccitasse di più. Ti svegliavi un mattino e il latte con il cioccolato era l’antidoto contro la pancetta mentre il giorno dopo il the verde ti rinvigoriva la pelle. Tutti gli stratagemmi erano concessi per risultare sempre più sensuale ed eccitante all’altro sesso. I tuoi sogni erotici spaziavano dal sesso in stazione sulla fotocopiatrice all’amore selvaggio davanti alla fermata dell’autobus, dalla scopata fugace nel letto di mamma e papà all’avventuretta con l’attorucolo di turno. Poi si cambia, si cresce, le esigenze diventano altre e tu ahimè cerchi di contenere i tuoi brividi sotto alla sottana, ma la voglia di sognare non ti è scomparsa. Anzi.

Quando si diventa grandi è necessario tirar fuori dal cassetto tutti i sogni, soprattutto quelli erotici, per non cader preda della routine del lavoro e dello stress. Il sesso, anche quello solo pensato, è un ottimo antidoto contro l’isteria,
(vedi qui) è una parentesi liberatoria che ti distende, è un ricongiungimento tra  corpo e mente. A 30anni ti accorgi che ciò che volevi da adolescente è molto diverso da ciò che desideri oggi. I segnalatori dell’eccitazione impennano per una stretta di mano robusta, per un bottone di camicia slacciato o per un odore potente che esce dalla macchia bagnata sotto l’ascella. A 30anni, o più, ti fanno venire i brividi gli uomini con la divisa da chirurgo, i tatuaggi che fuoriescono dalla manica del maglioncino o i pantaloni a sigaretta che celano un culetto inesistente. A 35 riapri il cassetto della memoria e rammenti di aver avuto tanti sogni erotici che sono passati dalla voglia di fare sesso in una redazione di un quotidiano a quello di circuire il tuo dentista sopra la sua sedia da lavoro, dal brivido di essere scoperta dai carabinieri sui colli mentre copuli con il tuo fidanzato di turno a quello di farti sedurre sopra il lavandino di un ristorante cinese.

Ma ce n’è uno solo, di sogno, quello vero, quello che mai avresti immaginato, quello sul quale scrivi da sempre, quello che ti fa impazzire al solo pensiero, quello che non pensavi ti succedesse. C’è solo una situazione che mette in tilt tutti i tuoi sensi, li fa andare all’impazzata, la testa ti gira, le mani ti sudano, gli occhi si ribaltano, la pelle si alliscia e si prepara a ricevere. Il tuo corpo esiste. Il tuo sesso risponde. Sei in cucina. Benvenuta nella realtà del sogno che ti sei andata a prendere. Ma questa volta la realtà ha superato di gran lunga la fantasia e ora tocca a te. Devi cucinare. Questo è il sogno più erotico che tu abbia mai fatto.


La cucina è passione, ossessione, tormento e desiderio. È qualcosa che ti induce al peccato senza farti sentire in colpa. La cucina è devozione e cucinare è un gesto totale, è come avvicinarsi a Dio per poi scegliere di prendere la mano al Diavolo o come pregare per redimersi quando saprai che peccherai ancora. Non c’è luogo più seducente di una cucina pulita in cui sia rimasto un grembiule sporco di cibo, in cui l’odore di disinfettante si amalgami con quello della farina o del pomodoro, nulla è più stuzzicante di un piano bianco su cui posare le mani o di un bollitore con il quale scottarsi. La luce è soffusa, l’acqua calda e fumante annebbia i vetri già caldi dalla temperatura estiva, la musica delle stoviglie è la nenia di questa magica oscurità. Sogno di una notte di mezza estate mentre la calura raggiunge i 43gradi. Mentre mi dondolo tra le braccia di un’ombra che mi avvolge, il vestito scivola alle caviglie, le mani sfuggono, il cuore batte, il respiro si spacca. Prendo la pasta, la colgo con le mani come se la stessi accarezzando, un pugno, ancora dieci penne e le lancio nell’acqua bollente. Mentre le lingue danzano e invadono gli spazi del mio e del tuo corpo, sto cucinando o forse no. Mi sto facendo condurre. Stiamo cucinando. La pasta è pronta. La scolo lentamente e la adagio nella pentola dove abbiamo già messo l’olio crudo. O Dio mio. Ma come si fa a non impazzire mentre prendo il manico della padella e giro la pasta nell’olio con te dietro che conduci il valzer. 


Un uomo, una donna. Due corpi, un corpo. Due pentole, la pasta e olio.
Pasta bianca.
Cosa c’è di più erotico al mondo. Una stella o nulla.


3 commenti:

  1. the turning (ON) point. finalmente!

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    1. Proprio così mia cara. Il punto di svolta. Finalmente. Chissà.
      Mi manchi
      Blue

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  2. punto di svolta con grande eccitazione:))) non male va'

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