venerdì 10 agosto 2012

Diabolicamente cucina


Noi donne non possiamo resistere agli uomini che sanno cucinare.
Perdiamo letteralmente la testa davanti a gaudenti maschi che scelgono gli ingredienti più freschi e sensuali, trasformandoli meticolosamente in preparati che aprono le porte della percezione e dell’anima. Rimaniamo ammaliate da uomini che sanno stappare una bottiglia di vino narrandone l’essenza e che sanno descrivere il colore, la delicatezza, l’aroma, la golosità e la consistenza di un “Pacchero” quasi stessero addentando delicatamente una parte del nostro corpo.
In quel momento di totale invasamento crediamo fermamente che quell’uomo ci stia paragonando alla cottura lenta della sua pasta, immaginiamo che ci rigiri alla stessa maniera con cui fa saltellare, in padella, l’olio e gli altri elementi, siamo certe di essere noi l’oggetto erotico che metaforicamente ci racconta in cucina. Abbiamo un così alto tasso di eccitazione che in quell’ambiente dalle temperature infernali, vorremmo essere cotte a puntino come si fa con un piccione o desidereremmo deporre l’aureola angelica per vestire abiti rosso fuoco e donarci al diavolo. 

La cucina è l’inferno. Quell’inferno dantesco dal quale non vorremmo mai scappare, quel luogo proibito in cui, i due vizi capitali, gola e lussuria, stentano ad allontanarsi l’un l’altro, quel peccaminoso non-luogo in cui non esiste passato e mai ci sarà futuro. All’inferno viviamo nel presente. Quel presente della preparazione. Quel “qui e ora” dove tutto è concesso. Quell’attimo sudato in cui non resisti più e fai scivolare l’abito sul pavimento incandescente. All’inferno non è concesso di resistere alle tentazioni mentre un uomo sguscia i gamberi e li cucina, in quel momento vorremmo essere noi un gambero per poter essere spogliate del guscio, denudate e condite a regola d’arte. Avete mai osservato un uomo che assaggia un pezzettino di pesce per verificarne la cottura senza pensare che quel morso potrebbe essere lo stesso che tra un attimo lui darà al vostro collo? Vi siete mai soffermate a osservare come porta la forchetta alla bocca mentre assaggia un cibo per verificarne la sapidità? Ditemi ora che non avete fatto pensieri sconci sull’ingresso di quella forchetta nella cavità paradisiaca della sua bocca immaginandovi come sarà sotto le lenzuola. Impossibile.

Un uomo che cucina è sexy. Mentre cucina ogni suo gesto diventa una dichiarazione di amabile guerra, un’innocente chiamata alle armi o una piacevole trincea. Mentre suda ai fornelli e l’odore del suo corpo si amalgama con quello del sugo, i nostri sensi arrivano all’estasi e non possiamo che pensare che quell’uomo “gioca a letto nello stesso modo in cui gioca a tavola”.

Luterani e Calvinisti affermano che “la golosità è la strada che porta alla lussuria e, se la si percorre con troppa indulgenza, alla perdizione dell’anima”.
Beh io dico che è meglio perdere l’anima per sempre e venderla al Diavolo in cambio di un solo minuto di beata lussuria, in cucina.

4 commenti:

  1. Eh si! E' proprio così...
    e l'uomo che non cucina? quello che non distingue un camogli dell'autogrill da una focaccia di Recco? come la mettiamo se incappiamo in un uomo come questo? Dicci Simo, dicci..

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  2. innanzitutto: w la perdizione dell'anima w!
    ma anche: non mi crea problemi (di seduzione o altro) se un uomo non sa cucinare e non sa capire se un vino è buono o andato. quando la cucina è anche per noi un piacere immenso, cui vogliamo indulgere a più non posso, si vive bene anche senza uno specchio...che poi potrebbe frantumarsi. Sono per la complementarietà piuttosto che per la fusione, E c'è molta passione e romanticismo estremo anche nel farsi vedere mentre si cucina....no? Sai quante fantasie scatenate su di te?

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  3. Un Uomo in cucina è proprio sexy!!!

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  4. si, è vero, gli uomini che sanno cucinare sono più sexi degli altri...un abbraccio SILVIA

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