domenica 20 maggio 2012

Paralisi emotive e terremoti dell’anima.


Terremoti emotivi. Scosse emozionali. Sismi del cuore. Movimenti tellurici dell’anima. Stanotte la terra ha tremato. Si è mossa, spostata, agitata, incazzata, ha gridato con urlo potente la sua forza. Stanotte il pianeta ci ha fatto dondolare come su un’altalena, ma non è stato affatto divertente. Gli spostamenti dell’anima si sono allineati a quelli della terra. Oggi, 20 maggio 2012 ore 4.04, l’allineamento delle Pleiadi, con Sole e Terra (già predetto dal calendario Maya) ha fatto ondeggiare tutto, comprese le nostre emozioni. Le città maggiormente coinvolte sono state Bologna, Ferrara, Mantova e Modena con magnitudo 5.9. Saranno coincidenze, casualità o accidentalità, saranno combinazioni, circostanze o altro ma la verità è che in questi giorni mi sentivo come attraversata da un uragano, in preda a una tempesta imperfetta e nera dentro, a tal punto che la vista mi si è annebbiata dalla rabbia. L’energia del suolo mi ha trasmesso il suo scossone, il cielo il suo colore plumbeo e il clima un gelo diffuso dentro e fuori da ME. Si, lo confesso sono completamente in preda a una “paralisi emotiva” che non mi fa controllare ne parole ne gesta.  Sono posseduta da una “diavolica senzazione” che abbisogna di essere esorcizzata. Un gatto dentro che con il pelo dritto per l’incazzatura ha smosso la mia tranquillità e appannato il mio pensiero.



Seduta in una stanza vuota a parlare d’amore tutto comincia a muoversi, il divano cammina, il porta indumenti fa ballare le grucce a suon di musica, la testa gira. Venti secondi di panico in cui il cuore ti sale alla gola, le farfalle volano libere fuori dallo sterno e la pelle rabbrividisce invasa dalla percezione di freddo che pare durare in eterno. È un terremoto. Tutti fuori. Tutti dentro. Tutti senza capirci nulla.



A un decennio dall’inizio del nuovo millennio il vero sisma è quello delle relazioni. Storie che non vogliamo chiamare tali, i fidanzati non esistono più e con loro nemmeno i compagni, i morosi, i patners e non parliamo poi dei mariti (esiste ancora nel vocabolario questa parola ?). Le persone vanno avanti per la loro strada, ognuno ha vissuto una catastrofe sentimentale segnandone l’esistenza e proprio per questo il verbo “impegnarsi” è stato bandito dalla lingua italiana. Il tempo è sempre troppo poco, non vogliamo nessuno nel nostro letto e a una dichiarazione d’amore rispondiamo malamente come se qualcuno avesse insultato nostra madre. Non ci sono regole, non una parola di troppo, non una carezza, un cenno di affetto, non più pensieri scritti su foglietti o sorprese fatte sotto casa. Non esiste più mandare i fiori se si litiga, scusarsi fino a perdere il fiato o dispensare promesse di comportamenti migliori. Al massimo ci arriva un messaggio gelido via facebook o un sms che lascia il tempo che trova e che spesso viene cancellato senza leggere. Ma dove siamo arrivati, la terra sotto di noi trema mentre ad altezza cuore si forma una crepa, l’ennesima, che ferisce e lo divide in due, tre, quattro pezzettini. Cadono i mattoncini, la polvere si alza, da sotto le macerie si ergono bandierine bianche in segno di pace, ma che pace?

Risalgo in macchina, io la Capre e un amico. Sono impaurita. Il telefono squilla insistente. Mi sento come se fosse l’ultimo giorno prima della fine del mondo. Io di fronte a un bivio. Al bivio che mi mette al palo. Si quel palo che mi si conficca lento nel petto. Quello che mi fa accorgere che ho trentacinque anni. Guardo nascere l’alba di un nuovo giorno che non so se arriverà alla fine. Vedo la gente che dorme sulle auto con i bambini. Negli occhi abbiamo il terrore ma non sono sicura che sia solo una questione di assestamento sismico. Forse la terra ci sta punendo, punendo perché abbiamo smesso di amarla.


L’unica cosa che ti cambia la vita è l’amore. Blue e la terra lo sanno bene.











2 commenti:

  1. Il parallelismo tra il terremoto di fuori e quello di dentro, è calzante e poetico.
    Mi sono incantata a leggere, specie quando hai scritto: "Le persone vanno avanti per la loro strada, ognuno ha vissuto una catastrofe sentimentale segnandone l’esistenza e proprio per questo il verbo “impegnarsi” è stato bandito dalla lingua italiana. Il tempo è sempre troppo poco, non vogliamo nessuno nel nostro letto e a una dichiarazione d’amore rispondiamo malamente come se qualcuno avesse insultato nostra madre. Non ci sono regole, non una parola di troppo, non una carezza, un cenno di affetto, non più pensieri scritti su foglietti o sorprese fatte sotto casa. Non esiste più mandare i fiori se si litiga, scusarsi fino a perdere il fiato o dispensare promesse di comportamenti migliori. Al massimo ci arriva un messaggio gelido via facebook o un sms che lascia il tempo che trova e che spesso viene cancellato senza leggere."
    E' incredibilmente, tristemente vero. E io lo sapevo già che era vero, ma è come se vederlo scritto mi avesse aperto gli occhi e fatto prendere coscienza di qualcosa che, da tempo ormai, mi aleggiava sotto il naso.
    Proprio recentemente ho reagito ad una dichiarazione con rabbia quasi, come se mi avesse offesa o voluta ferire.
    Perché siamo diventato così emotivamente indisponili? Perché ci siamo chiusi così tanto?

    Un sorriso. Sempre tua, Antonia.

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  2. Io invece mi sono incantato con la frase: "Sono posseduta da una “diavolica senzazione” che abbisogna di essere esorcizzata."

    Atari Juggernaut

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