martedì 10 aprile 2012

L'amore ai tempi dell'Iphone


I rapporti finiscono. Si dileguano, passano, si consumano, si interrompono, giungono alla fine prima che si capisca che erano iniziati. Siamo figli della velocità, dovremmo chiamarci forse futuristi? Dovremmo etichettarci rapidi consumatori di emozioni? Oppure dovremmo solo essere consapevoli del fatto che ciò che chiamavamo rapporto tale non era e quindi si è perso nei meandri del tempo. Le persone vogliono amare ma non hanno più tempo da dedicare all’amore, siamo automi in preda a bulimia affettiva che non sono in grado di elargire sentimenti, non vogliamo impegnarci, lavoriamo troppo e spesso, anche se non si dice, non abbiamo voglia di avere qualcuno a fianco che detti legge sul nostro cervello. Ma perché siamo arrivati a questo, perché le uniche cose alle quali pensiamo sono il lavoro e gli amici, perché ci chiudiamo in noi stessi e non diamo spazio all’unica cosa che cambia veramente la vita?


Una miriade di domande che si ingarbugliano continuamente nel vano tentativo di trovar risposte non banali, stiamo ore e ore a cercar strategie inutili, scuse vane, scappatoie stupide per non far spazio all’amore e a quella sensazione di farfalle nello stomaco che ci rende vivi e ci preannuncia che la parte meno razionale di noi sta prendendo il sopravvento. L’amore è l’unica cosa per la quale vale la pena soffrire, lottare, non dormire, innervosirsi, tirare oggetti, lanciare abiti dalla finestra, picchiarsi davanti al portone di casa e ancora urlare, starnazzare come galline, uscire di nervi, tirare pugni contro alla porta, lanciare il nuovo Iphone verso il muro e levarsi un tacco diciassette dai piedi per lanciarlo in testa al tuo interlocutore. L’amore è l’unica cosa che tramuta la pioggia in una cascata d’acqua erotica, il tuono in un canto gregoriano e la grandine in un massaggio fresco di primavera. L’amore è l’unica cosa per cui rimani scalzo in mezzo alla sabbia a gridare contro al vento, la sola per cui corri a tutta velocità rischiando un velox da duemila euro e il ritiro della patente e la semplice ragione per cui la perdi, la ragione.


Ma allora perché ci nascondiamo dietro a falsi clichè? Perché appena sentiamo il campanello d’allarme che rintocca due volte al terzo mettiamo paletti illogici per imporci di non mollare il freno a favore dell’acceleratore? Perché se una persona ci piace a tal punto da non capir più nulla di ciò che stiamo scrivendo o facendo o altro, escono dalla nostra bocca parole del tipo: “guarda hai capito male, io non mi voglio impegnare o non credo di essere ciò che pensavi”. 
Tecniche di difesa o semplice stupidità cronica? Atroci masturbazioni mentali o anacronismi amorosi?

Il tempo è un’occasione che non può ritornare, e io aggiungerei, per fortuna!

6 commenti:

  1. C'è la voglia di impegnarsi invece,almeno per quanto mi riguarda! Ma c'e' d'altro canto la paura di rifare gli stessi errori del passato, c'e' che gli uomini o ragazzi che dir si voglia non sono più gli stessi e c'e' che la libertà sessuale che noi donne abbiamo conquistato e' stata anche la nostra rovina,che non ci facciamo più di tanto problemi se abbiamo voglia di scopare con quello di turno e poi dopo ognuno per la sua strada,come se bastasse un orgasmo a sistemare tutto!
    Dovremmo cambiare,cara Simo, uomini e donne. Dovremmo avere il coraggio di creare un futuro a due, ma sono la rima ad ammettere che e' tutto così difficile!

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  2. capisco bene cosa vuoi dire. le persone, per lo più, durante la vita re-agiscono e poco agiscono. Reagire significa fare perché ti è successa una tal cosa. Agire vuol dire fare qualcosa senza cliché, con un desiderio forte di stare bene e lasciando da parte la paura. Solitamente è così: non faccio + quella cosa perché so che tanto andrà male, visto che è andata male. Ma essere un po' di + fautori del proprio destino sganciati dai condizionamenti? so che è difficile e non giudico. Osservo e continuo a credere nell'amore audace.

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  3. Cara Blue, io e l'amore ancora non ci siamo conosciuti purtroppo. Sto notando, visto che mi piace un ragazzo, gli uomini hanno paura di noi donne. Io per principio sono abbastanza dirett in queste cose, se mi piace qualcuno poco passa che glielo dico. Il punto é che poi scappano. Ma perché se é una cosa bella? Si, naturalmente non é sempre facile, ma che gusto ci sarebbe? Non ci sarebbero i brividi per la schiena quando ti sorride, l'ansia di un suo messaggio, la delusione quando ti dice di no, la simpatia di battute scambiate al lavoro. Ma come stuzzicare l'uomo, il suo desiderio e non la paura? Se poi non va, pace, ma almeno ci abbiamo provato! Fede

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  4. concordo con la velocità dei sentimenti e dei traguardi tutto e subito, non sappiamo aspettare, conquistare! io vorrei un bambino già pronto e fatto, l'attesa dei 9 mesi è infinita, siamo già alla fine del 5, ma io figlia del fast food voglio tutto subito e veloce! anke il sesso :-) lo voglio così

    bacioni tesoro mio Blue

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  5. Io e l'amore siamo due perfetti estranei che un tempo si tolleravano, e oggi quasi si detestano.
    Sono affamata d'amore, ma spaventata dall'amore. Sono ossessionata dall'amore, ma me ne tengo sapientemente alla larga.
    Forse perché l'idea di mettere la mia felicità nelle mani di qualcun'altro proprio non mi piace.

    Un sorriso. Antonia.

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    Un caro saluto da tutta la Cà!

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