sabato 30 aprile 2011

This is not the end

Sabato. Ho finito di lavorare presto, accendo la musica a tutto volume, spalanco le finestre e una leggera brezzolina post-pioggia entra e rinfresca la stanza. Risuonano alte “Voce è linda” di Caetano Veloso e “Waiting for the end” dei Linkin Park.  Oggi dopo un pranzo con una persona molto speciale ho deciso che voglio parlare dell’amicizia, di quella vera, quella che lascia il segno, quella che nasce tra due persone che in fondo si sono un po’ amate anche se per poco, di quel sentimento che è molto più importante di qualsiasi altra cosa al mondo ma che spesso tralasciamo non curandolo e dandogli poca importanza. Oggi la mia amicizia vera parte da una passione che non ho saputo cogliere o che forse è arrivata nella mia vita in un momento sbagliato, quando le circostanze erano troppo complicate per essere risolte, quando il mio giorno era troppo lungo per essere attraversato, quando la mente non era libera dai pensieri, un’attrazione nata guardando piazzale Bologna in una città che non era la mia e in una stanza da letto dalle lenzuola color amaranto. La mia storia è iniziata così, un avvicendarsi di desiderio e attrazione consumatasi tra la mia e la tua alcova, tra il mio universo, complicato, incasinato, vulcanico e il tuo, dolce, paziente e rassicurante. Tra viaggi in treno e aerei all’ultimo minuto, tra telefonate notturne e messaggi mattutini, tra la lettura di un libro e un film noleggiato da Blockbuster.

Certi eventi che ti succedono non lasciano nemmeno il tempo di un ricordo, svaniscono come il fumo di una sigaretta o diventano pozzanghere in un mare di gocce di pioggia, ma tutto questo non ci appartiene, noi siamo riusciti a ricordare a noi stessi che la sincerità sta alla base di qualsiasi buon rapporto che poi ci porterà lontano a prescindere da quello che succederà, che sia amore o altro sappiamo bene entrambi che ciò che è successo tra noi sarò sempre dentro al nostro cuore e costituirà un tassello del puzzle che costruirà la nostra meravigliosa vita. Guardando nei tuoi occhi verdi, oltre al tuo sorriso, in fondo alla tua voce, oggi ho la certezza che “NOI siamo Noi” e che ciò che ci siamo dati in questi mesi sia stato così vero e così intelligente da permetterci di guardaci nelle pupille per dirci “TivojoBene, ma non possiamo perdere tempo a trastullare i nostri corpi per il solo fatto che abbiamo istinti sessuali molto forti, noi dobbiamo andare avanti alla ricerca di una persona da amare per sempre, Io e te dobbiamo percorrere la strada che ci porterà alla felicità”.




Non scrivo altro, oggi sono contenta e nemmeno la scrittura riesce ad arrivare a raccontarlo.


mercoledì 27 aprile 2011

RedPassion_ avanti tutta !!!


Quando stai ancora cercando di metabolizzare un lutto, quando il tuo cuore ancora sanguina e le lacrime non hanno ancora cessato di scendere, quando esci e i tuoi occhi cercano insistentemente lo sguardo di un uomo che non è più tuo ogni piccolo evento che ti scuote ti fa stare male. Non capisco, in fondo sono passati secoli da quando sono stata lasciata e la mia vita è ricominciata o almeno sto provando a guardarmi in giro per capire se esiste qualcosa o qualcuno che mi faccia accorgere dei fiori di pesco sugli alberi e annunci l’arrivo dell’estate. In questi giorni analizzavo ciò che capita alle mie amiche che hanno avuto un’esperienza analoga alla mia e sono arrivata alla conclusione che la storia che avrai dopo il tuo grande amore ti farà ancora più male di quanto tu possa immaginare, ma non perché sei innamorata ma semplicemente perché sei fragile e incapace di reagire o di vivere le situazioni con la mente lucida. Dentro di te non crei aspettative, non aspetti le telefonate, non credi ai messaggi, ma in verità speri fortemente che un nuovo abbraccio ti faccia ritrovare le tua IO che hai perduto per strada. Quel calore e quei baci che vuoi sentire tuoi, quella voce che ti fa stare bene solo per il fatto di sentirla. Se “la lontananza sai è come il vento” allora si che oggi ne ho avuto la prova…”fa dimenticare chi non si ama” e lascia una dolce amarezza che sapevi avresti provato, ma forse speravi potesse andare diversamente. Ma perché mi chiedo io siamo sempre nel posto giusto al momento sbagliato..? Perché quando incontri una persona carina o non sei pronta tu o non è pronto lui…? E perché quando inspiegabilmente ti accorgi che è arrivata la stella giusta non la acchiappi al volo e la fermi..? Dio mio come siamo complicate, quanti problemi ci facciamo per nulla, sarebbe più semplice vivere e assaporare con lussuria ogni attimo piacevole che ci viene regalato, ma il nostro cervello  non si spegne mai e non ce lo permette… maledetto celebro io ti vorrei resettare..!!!!

Oggi ho visto nei tuoi occhi qualcosa di diverso che non mi aspettavo di trovare,  ho desiderato di lanciarmi nella tua vita e rimanerci, oggi mi sono resa conto che comunque vadano le cose… eri, sei e rimarrai nella mia vita perché ciò che mi hai insegnato è che la sincerità, la dolcezza e la costruzione di una amicizia vanno oltre ad ogni cosa e possono superare questo momento tormentato in cui ogni cosa mi sembra una catastrofe. Ricomincio di nuovo da qui, da un’altra doccia fredda, da una nuova consapevolezza, da un nuovo giorno che inizia con un cielo plumbeo, da una nuova alleanza nata sotto le lenzuola RedPassion di un gelido inverno.

mercoledì 20 aprile 2011

Chiunque tu sia…

...ovunque tu vada, fallo col cuore, sarà la giusta direzione. Non avere paura di perdermi. Se stringi forte la mia voce tra le mani, se riporti alla mente i nostri ricordi, se riconosci le nostre immagini, vedrai le distanze si accorceranno...


Questa sera presa da un’irrefrenabile sensazione di stupore rileggo questa frase che trovai in una lettera scritta da un’amica in un momento in cui cercava di farmi capire alcune cose. In queste parole sta racchiusa una me e un noi che voglio raccontare, una società fatta di persone che chiedono di urlare al mondo che sanno amare ma che in questo particolare momento storico pare non gli sia concesso. Cosa succede ai 30enni di questa città..? o forse non solo a loro, perché pare che anche le altre categorie abbiamo lo stesso problema… il fatto è che non si sa più amare, non ci si vuole più impegnare e si molla al primo colpo pensando che tutto sia troppo difficile da portare avanti.

Siamo ormai lontani dall’era dei nostri genitori, figuriamoci dei nostri nonni in cui le relazioni erano lunghe e durature e dove una promessa era per la vita, la tanto sognata storia infinita uguale amore eterno ha ormai lasciato il nostro vocabolario. A questo punto capeggiano soltanto avventure rapide che non lasciano nemmeno un blando ricordo e tutto il mondo concorre per creare rapporti inesistenti vissuti rapidamente per non dare preoccupanti impegni.

Ma dove sono finiti il corteggiamento, l’invito a cena, la telefonata del giorno dopo e la sensazione d’attesa che avevamo da ragazzini..? Sono stati forse rimpiazzati dal messaggio sms e dalla scopata fatta nel bagno di una discoteca…? Le pagine della nostra vita, dove da bambini scrivevamo sull’amore sono state involontariamente bruciate da un incendio doloso? o noi forse siamo stati spazzati via dall’uragano di Dorothy..?  Allora è proprio vero che Alice non vive più nel paese delle meraviglie ma in quello degli orrori, dove il Bianconiglio non ti conduce più per mano per salvare i sogni della Regina di Cuori ma ti divora avidamente rendendoti pappa per condor… Le favole non hanno più un lieto fine e il vissero felici e contenti è ormai solo una frase obsoleta del quale ignoriamo il significato.

Ultimamente mi soffermo e ascolto molto la gente percependo un disagio diffuso, tra amici che lottano per sopravvivere a storie finite e amiche in preda a delusioni da elaborazione del lutto, tra pianti interminabile e chiaccherate fino all’alba, tra ricerche dei perché a soluzioni sul per come. Fino ad oggi pensavo che solo le donne fossero vittime di tragici allontanamenti e drammatici distacchi, che il gentil sesso fosse stato preso di mira perché troppo alla ribalta ormai da più di mezzo secolo…pensavo che il nostro essere super emancipate avesse generato una sorta di paura nel maschio Latin-Bolognese da imporgli un atteggiamento di questo tipo.
Non è cosi!!! non è un fatto di sesso ma di valori, tutti ne siamo coinvolti, qui si tratta di risolvere una questione molto importante che è quella dei rapporti tra persone che sembrano aver smarrito il senso di civiltà, inserito il cip dell’indifferenza e si siano dati alla rincorsa forsennata del nulla. Tutti invadono i campi di tutti, donne adulte con uomini giovani, ragazzine appena maggiorenni con maschi attempati, ogni cosa è possibile, non esistono freni, è come se fosse una battaglia o l’invasione dei Visitors. 
Non ci rendiamo conto che se non moderiamo o smettiamo di cambiare pelle qui mi sa che a lasciarcela (la pelle) saremo noi, ed è proprio cosi che sta accadendo stiamo giocando con gli alieni a discapito dei nostri rapporti e a discapito della nostra felicità.



Ma un post senza esempi forse è come la pasta senza sale allora ecco servita la mia ricetta del cacio sui maccheroni, ecco l’ultimo aperitivo che conferma ancora una volta che Blue andando in giro per la città si scontra con una dura realtà che è quella degli amici sposati abbandonati dalle mogli giovani con in grembo un figlio o delle rampanti amiche manager lasciate ad un passo dall’altare, quella stessa realtà che ha il sapore di un futuro sempre molto incerto e che mi  vede ancora una volta single non per scelta ma per condizione di forza.

AspassoconBlue storie di una single tra tante che crede ancora nell’amore nonostante il suo cuore sia stato violentemente spezzato.

domenica 17 aprile 2011

Chi è Blue..?

Cosa mi piace

  • Il cappuccino tiepido del mattino
  • Il sole che entra dalla finestra
  • La brioche salata
  • Il the della domenica con le amiche
  • Il venerdì sera all’ora dell’aperitivo
  • Le rose a Maggio
  • Le viole in primavera
  • Il blu
  • Una bottiglia di Bellavista fredda gelata
  • Uno chef che cucina per me
  • Gli uomini alti
  • I capelli rasati
  • L’arte contemporanea
  • I libri
  • La musica brasiliana
  • Correre in macchina
  • Scrivere
  • Il mio cane
  • Il profumo di dormito al mattino appena sveglia
  • L’odore delle ascelle un pò “partite”
  • Parlare
  • Sex and the city
  • Le mie amiche
  • Il profumo di pioggia
  • La cucina molecolare
  • Guardare uscire dalla doccia l’uomo che amo
  • Prepararmi per uscire
  • Scegliere il dresscode adeguato ad ogni occasione
  • I cani (tutti)
  • I gatti
  • Il cinguettio degli uccellini
  • Il colore rosso
  • Tanti tatuaggi su un uomo
  • Il piercing alla lingua
  • Le persone calme
  • La Smart
  • Il Patchouly di “Les Nereides”
  • Gli orecchini a cerchio (Ula-Hop)
  • Gli occhi verdi
  • Sophie Kinsella
  • Carrie Bradshaw
  • Michel Foucault ne “il corpo luogo di utopie”
  • I blog
  • La Biennale di Venezia
  • NYC
  • Il Sasyr di Rocca delle Macìe
  • Tanti cuscini sul letto
  • La sincerità
  • Il connubio arte, sesso e cucina
  • Palazzo te a Mantova
  • Quando una persona mi fissa negli occhi
  • L’amore
  • La mia nuova casa
  • La mia vecchia casa
  • Camminare su a San Luca
  • Lo Yoga
  • Fumare sigarette slim
  • J’adore Dior
  • Leggere continuamente
  • Mangiare i semi di sesamo
  • la musica di Seu Jorge e Ana Carolina
  • Il mio chihuahua 
  • Il mio Macbook bianco
  • i vernissage/finissage
  • Guardare le stelle
  • Leggere l'oroscopo dell'Internazionale
  • Fare l'amore
  • La ricetta del piccione 
TO BE CONTINUED...

venerdì 15 aprile 2011

Acqua_Zen


L'espressione filosofica del Buddhismo Zen non ha dunque nulla di un sistema di pensiero costrittivo e rigido, e' la trasmissione di concetti formati da un'esperienza millenaria e sempre nuova allo stesso tempo, quella del risveglio. Qualche formula-forza, qualche parola-chiave polarizzano e ordinano il campo del vissuto. Le parole si rispondono, comunicano, senza alterare la continuita', l'insaziabile fluidita' del reale, che aiutano ad accerchiare. Illuminano l'esistenza quotidiana, presa alla sua radice.
Qui ed ora nozione-chiave; l'importante e' il presente. La maggior parte di noi ha la tendenza a pensare ansiosamente al passato o all'avvenire, invece di essere completamente attenti ai nostri atti, parole e pensieri del momento. Conviene essere completamente presente in ogni gesto: concentrarsi qui ed ora, cosi e' la lezione dello Zen. Del tutto essenziale e' anche la formula "sedersi semplicemente" (shikantaza), "gratuitamente, senza scopo ne' spirito di profitto" (mushotoku).
Il maestro Dogen diceva:
"Imparare lo Zen, e' trovarci,
trovarci, e' dimenticarci,
dimenticarci, e' trovare la natura di Buddha,
La nostra natura originale".–
da In Quiete di Gianfranco Bertagni

Tra le categorie di uomini dai quali siamo attratte ne esiste una che desta la mia attenzione e che va assolutamente analizzata o quanto meno messa in luce. È il maschio Acqua_Zen. Perché direte voi questo nome..? L’unione dell’elemento acqua sinonimo velocità, forza, imponenza, fluidità trasparenza e della filosofia Zen che come riportavo sopra rappresenta un modus vivendi, una condizione di intendere il tempo legato al qui e ora, di non percezione di legami con passato e futuro, di libertà e di ritrovamento del proprio essere, li contraddistingue e li rende irresistibili. Tendenzialmente non amano nessun tipo di legame e ogni volta che ti fissano un appuntamento lo confermano a loro piacimento solo pochi minuti prima della chiamata finale, difficilmente rispondono al cellulare perché troppo presi nella meditazione o nella partita di calcio, il loro sguardo è sempre impassibile a qualsiasi emozione e soprattutto sono loro a decidere quando e come staranno in mezzo alle tue gambe. Ma l’uomo Acqua_Zen non è uno sciupafemmine e non lo vuole essere, è solo molto selettivo mettendoti continuamente alla prova, deve essere certo che il tuo interesse nei suoi confronti sia sufficientemente alto per potersi concedere, non ha voglia di perdite di tempo e atteggiandosi da strafottente riesce perfettamente a percepire quale sia la preda che merita il podio. Usciranno dalla sua bocca sempre frasi molto educate e ben strutturate ma che chiariranno la sua condizione di single convinto e senza volontà di unioni, non ha voglia di dedicare il suo tempo a radersi i capelli figuriamoci ad una donna, per giunta che molla al primo rendez-vous mancato.


Se hai a che fare con lui deve armarti di tanta pazienza, non potrai mai prevedere le sue mosse o i suoi spostamenti, le sue domande o le sue risposte… impensabile credere di piacergli in quanto da lui non trapelerà nulla di diverso da quello che potrebbe sembrare un’amicizia o una semplice conversazione.

Io ho una particolare propensione per questi individui che non hanno nulla di maledetto ma che semplicemente mi somigliamo molto e con i quali riesco a instaurare rapporti che non hanno mai a che vedere con il sesso, perché di quello non se ne parla neppure, sembrano persino restii all’argomento. Come se nel loro cervello il cip con la parola “Orgasmo” si fosse spostata magicamente nel cestino della memoria, hanno quasi paura di farselo piacere troppo quel momento veloce di estremo godimento.

A me uno cosi mi fa letteralmente perdere la testa e anche un pò arrabbiare se voglio dirla tutta, ma me la devo raccontare chiara la storia e smetterla di dirmi bugie.

A me uno così fa impazzire perché è il mio specchio, il mio altro, il mio Dramma di Narciso…


sabato 9 aprile 2011

Les Plaisirs de ma vie

Tutto inizio così, con una nottata in discoteca, un GinTonic di troppo e una ricetta che dopo un po’ di tempo capii che avrebbe cambiato la mia esistenza. Mi si aprì un mondo nascosto in bilico tra arte cucina e sesso perché arrivai alla consapevolezza che da questi tre grandi piaceri non potevo prescindere il mio essere e tanto meno esimermi dal provali a volte anche tutti insieme. All’arte avevo dedicato la mia vita studiando in lungo e in largo per molto tempo e in diversi paesi, la cucina era ciò che mi stavano facendo scoprire con elegante sapienza e il sesso qualcosa che univa il bello e la passione di entrambe, anzi a volte era la chiusura del cerchio, quel surplus che ti completa, quel non so che di divino che solo un orgasmo può darti. Da quel momento ogni mio attimo è stato impiegato nello studio assiduo e perenne di ricette articolate, spezie profumate e componenti prelibati che potessero essere associati a opere d’arte contemporanee e che avessero delle sinergie comuni su cui discutere, argomentare e studiare. Notti insonni a pensare quali pietanze orientali avrebbero potuto accompagnare la sensualità nera della pittura di Fabrizio Carotti o quale fondo per carne erano più indicati alla crudezza di Marco Mazzoni o di Marta Sesana. Quali erbette saporite si accompagnavano meglio alla descrizione delle donne cyborg di Marco Bolognesi e quali dolci al cucchiaio sposavano la grazia di Angela Loveday.? Esite una farina speciale capace di esaltare la vista di un Angelo Bellobono o una vellutata di verdure che esalti le visioni di città apparentemente deserte di un Fabio Giampietro?

Ogni volta che sono davanti ad un’opera penso a quanto la amerei di più seduta su una poltroncina sorseggiando un calice Fratus Franciacorta e accompagnando alla bocca piccoli bocconi di un frutto maturo e succoso o un sorbetto all’arancia rossa con l’aggiunta di una lacrima di Vodka e mentre l’occhio e il palato si deliziano scrutando i particolari, la tecnica, il materiale di un imponente quadro, mentre mordo meticolosamente la mia preda penso a chi vorrei davvero azzannare, al di la del cibo al di la del sapore, al di la del senso del pudore. Sto lì a fantasticare sperando di essere presto il frutto proibito di un giovane amante o il cucchiaino leccato appena immerso nella Nutella.



Ci sono volte che penso “Allora io sono davvero una Ninfomane!!!”, ma non nello stretto significato del termine, lo estendo a diverse cose…perché mai si dovrebbe avere solo voglia di fare sesso quando in natura esistono altre cose che associate a questo possono darti un godimento più completo e gratificante, perché fermarsi alla mera fisicità di un appagamento che dura solo pochi secondi, quando, attraverso l’arte e la cucina puoi farlo durare un tempo indeterminato..?



Nella mia sfuggente esistenza voglio osservare un quadro con la stessa avidità con cui si mangia una ciliegia fresca e poi buttarmi nelle braccia del mio appassionato in preda ad una voglia irrefrenabile di arrivare all’apice. Il trionfo dei sensi, è questa la vera ninfomania, la vista che stuzzica il palato, il palato  che esalta il piacere  e il piacere che portato all’esaltazione esplode…
TO BE CONTINUED…

martedì 5 aprile 2011

CapoNord, di tutto un pò

Se Barrow detiene il primato per i commessi più fighi della città, Colazione da Bianca per i biscotti al burro a forma di conchiglia da far perdere la testa allora mi sento di dire che il CapoNord ha vinto la scommessa per il cappuccino con caffè arabica più buono di tutta la provincia felsinea. Ogni mattina alla stessa ora varco la soglia di quell’amabile caffetteria e già per la strada il profumo del aroma caldo invade le mie narici, mentre percorro i pochi metri che mi separano dal mio risveglio mattutino sogno la crema di latte tiepida che avidamente berrò seduta sulla poltroncina arancione, sfogliando il giornale e aspettando che si scaldi la mia brioche. Un rituale che, come lo scoccare delle lancette dell’orologio, segna l’inizio della mia giornata frenetica e dello scorrere del mio tempo. Ma non è solo una questione di buon caffè, anche se io ne sono fortemente attratta, è anche per l’habitat interno e per quei piccoli tavolini in legno Wenge, l’abbondante quantità di quotidiani nazionali e internazionali che puoi sfogliare e per la maestosa vetrina di leccornie che puntualmente vengono rimpinguate. Varietà infinite di cornettini caldi con marmellate di frutti di bosco o miele, pain au chocolat di tutte le dimensioni, treccine alla crema chantilly e altro ancora sono solo alcune delle follie culinarie che ti trovi davanti agli occhi e alle quali non puoi dire di no. Ma c’è qualcosa di ancor più meraviglioso al Capo, ci sono le persone. Si quelle che lavorano li, quelle che mettono l’anima in ogni sorriso e hanno una parola adeguata ad ogni occasione, quelle che corrono per soddisfare le centinaia di persone che entrano ed escono ogni dì da quella fabbrica di sogni, quelle che anche dopo ore e ore di mole incessante riescono ancora a farti sentire bene. Personalmente io amo un luogo proprio per questo, è sempre stato così nella mia vita, mi innamoro follemente degli esseri umani che trapelano tristi vissuti o gioie ecclatanti…io mi innamoro di chi è vero senza remissioni…

Mi piace qui. 
Forse perché mentre adagio il mio cagnolino vicino ad una poltroncina la piccola Sara mi stampa un sorrisone con quegli occhietti azzurri o la “peperina” di Veronica con i suoi bei riccioloni mi saluta con il culetto dritto, sarà per la gentilezza e simpatia si Tatiana, per il buongiorno sincero di Anna e Gloria o per i modi di massimo e Stefano, forse amo questo bar perché Luca mi chiede ancora se voglio il caffè macchiato dopo 8mesi che prendo solo il cappuccino o perché il giovane chef mi aiuta a capire i nomi delle spezie e a ricordarmi come si usano in cucina.


C’è qualcosa di speciale in quella miscela arabica che mi fa alzare tutte le mattine con la voglia di berla, mi fa lavare, vestire, uscire di casa per correre a deliziare il mio lussurioso palato.

“Ma cos’hai messo nel caffè che ho bevuto su da te, c’è qualche cosa che non c’era adesso c’è…se c’è un segreto morirò ma sarà dolce accanto a te…”


Capo Nord CaffèRistò
via Murri 49/b Tel 051 347536


sabato 2 aprile 2011

L'anice Stellato.

Mi metto a sorridere mentre penso a quanto può essere tagliente la lama della scrittura, quanto le persone si sentano prese in mezzo senza motivo e senza che in realtà pensassi a loro mentre il tuo coltello si conficcava nella carne della carta che ora è diventata schermo di un Mac bianco candido e angelico. Quanto possono far male le parole che scrivi se queste hanno all’interno tante verità e tanti segreti non piu nascosti.? Quale penna ferisce di più, quella che scalfisce il cuore o quella che lentamente riassorbe i dolori che stanno nascosti dietro al suo significato?

Ed eccomi qui anche oggi a riflettere, come ogni sera dopo un lungo lunedì che ha consumato il tempo nell’esecuzione di tanti progetti che parlano di pittura e tatuaggi, di performance e live show, la penna di una ricercatrice che si trasforma da talent scout ad istigatrice di riflessioni, sempre la stessa che come dott. Jekill e mister Hyde vede la sua pelle cambiare nel bene e nel male, nel giusto e nello sbagliato nel giorno e nella notte. La luce scende e mentre avanza l’oscurità con le sue torture e i suoi pensieri, la lama si fa più affilata e pungente, la ferita è diventata uno squarcio aperto e la mia anima è diventata il foglio su cui scrivere le ricostruzioni del passato che ancora hanno bisogno risposte.

Ma ciò su cui medito stanotte sono i modelli di uomo che ci piacciono. Fa sorridere questa cosa, amiche con gusti dissimili a cui piacciono uomini assolutamente diversissimi. C’è un uomo perfetto per ogni donna anche se ancora nessuna di noi lo sa, ma è cosi perché ci ostiniamo a restringere continuamente il campo in una sola direzione, quella dell’istinto animalesco, quella della convinzione che la nostra metà della mela sia per forza nascosta dietro a due spalle larghe o a pettorali perfetti. Il suolo è minato perché ogni volta che ci si avvicina qualcuno gli facciamo la radiografia come se dovessimo trovare le risposte immediate ad ogni movimento, li massacriamo ancor prima che aprano bocca e ci stupiamo se poi hanno timore di noi e sembrano cagnolini indifesi senza il dono della parola.
La mia attenzione si posa sempre su uomini altissimi con spalle imponenti, teste rasate, tatuaggi come se piovessero e occhioni verdi da cerbiattini che cozzano con l’aspetto a volte molto forte il mio lui fa decisamente pensare ad una voglia di protezione. Mi deve dare la sensazione di abbraccio caloroso e sensuale, di severo misto a scontroso, di dannato che quando ti guarda non riesci più nemmeno a ricordare il tuo nome, devo avvertire l’odore della sua pelle sudata nell’aria mentre mi avvicino, non puzza ma semplicemente annebbiamento sensoriale con fuoriuscita di feromoni.


Se fosse un’opera d’arte sarebbe una città notturna di Galeano, se fosse un alimento sarebbe l’ANICE STELLATO misterioso e articolato….se fosse un colore sarebbe il BLU di un cielo plumbeo, se fosse una stagione sarebbe LA PRIMAVERA nel momento della fioritura delle rose, se fosse un attore sarebbe “NEMICO PUBBLICO n° 1” . Non credo esista o per lo meno ancora non ha varcato la soglia di casa mia, ma forse se la smettessi di cercarlo prima o poi cupido scaglierebbe una freccia a mio favore rendendomi felice.





A chi piace cosi e chi preferisce i BigJim tutto muscoli e poco cervello con petto da tacchino arrosto, palla da bigliardo al posto di una capigliatura e Q7 sotto al sedere. Quelli sono tutti della Capre, gli uomini Denim che non devono chiedere mai con i primi tre bottoni della camicia slacciata e la cintura di Gucci che sostiene i pantaloni, con una pelliccia al posto della giacca casual e il sorrisetto da furbetto che non capisci mai se ci fanno o ci sono. Uomini che nessuna di noi si arrischierebbe nemmeno di guardare di sfuggita perché garanzia di “vita difficile” districata tra mille donne e mille impegni di lavoro. A lei piacciono manager con i finti coglioni che stanno ancora attaccati alle gonne delle madri o delle ex mogli, uomini che in fondo sono appetibili ma che vanno educati e poi domati.

A chi piacciono i Nerds, intelligentoni un pò sfigatelli con gli occhilini neri, i capelli folti e l’aria saccente del neo laureato come alla Lety. Questi maschietti sono una bizzarra categoria perché sembrano sempre nel loro mondo a volte persi nella loro estrema timidezza e nelle poche parole ma in realtà hanno un sacco di contenuti e il più delle volte riescono a dare grande soddisfazioni emozionali. Esseri socialmente impegnati e densi di interessi, di solito hanno lavori stimolanti e una vita ricca di mondanità. Sono quelli che io non guarderei mai ma riconosco profondamente che in loro il fascino straborda dalla pelle come il sudore estivo.

C’è poi un’altra specie che desta interesse, il Tronista. Beh che dire a me non piace affatto l’immagine dell’uomo perfetto con capello Dandy un pò spettinato ma io non sono la Vigno.

Adesso vorrei sapere da voi quali altre categorie ci sono e queli amate… io sto per l’anice stellato…


ANICE STELLATO


anice stellatoL'anice stellato, una spezia insolita e gradevole, è il frutto a forma di stella di un piccolo albero sempreverde. Ha un sapore forte ed aspro di anice e quando viene usato in cucina va messa in piccole dosi. Molto usata nella cucina cinese soprattutto con la carne. E' consigliabile macinarla sempre al momento dell'uso.