martedì 29 marzo 2011

A te, 31 Luglio di un anno che non c'è più.

Nel mio cassetto dei ricordi oggi, mentre sfogliavo pagine e pagine ho trovato questo. Dio mio l'amore che fa scrivere..!!! Con il cuore in mano la metto qui perché i sentimenti quelli veri vanno anche condivisi.




Ciao amore,

ti confesso che ancora non mi sto rendendo conto di ciò che sta succedendo, dovrei essere abituata ormai, è gia capitato altre volte ma ogni volta mi manca l’aria, mi sembra di ricevere una pugnalata lenta e feroce e non riesco proprio a capacitarmene.
So bene anch’io che siamo diversi e che tutto ciò che ci ruota intorno sembra cosi differente da arrivare a questo punto ormai per la terza volta.

Ma io ti amo e ti amo ancora e ogni volta che ti guardo mi dimentico tutto ciò che non va, e sai perché…? Perché sono profondamente convinta che il mio amore vada oltre qualsiasi problema che esiste tra di noi…gli amici, gli interessi, il mio carattere, il tuo, i nostri screzi…non contano nulla perché quando ti guardo io ho la certezza che sarò tua per sempre e che non può finire tutto. So che sono una donna difficile ed estremamente complicata ma so anche che posso cambiare e che non potrà piovere per sempre, perchè ogni volta che litighiamo io apro la finestra e guardo il cielo e penso a quanto è immenso il mio amore per te, E ALLORA DIMENTICO TUTTO…dimentico ciò che dicono i tuoi genitori di me…dimentico il tuo essere chiuso. Apro il mio cuore amore ogni volta che il mio sguardo incrocia il tuo e mi accorgo che non posso pensare ad una vita senza te, senza il tuo sorriso, senza le tue parole non dette. Non posso vivere senza il tuo respiro, senza la tua sensualità sottile…insomma io NON POSSO VIVERE SENZA DI TE.

Rispetto la tua decisione ma voglio ancora una volta, spero l’ultima perché non ne posso più, dirti quanto TI AMO e quanto non è vivere se tu non sei vicino a me.

La vita è strana, dà e toglie, prende e lascia, guarda e ascolta ciò che noi siamo, e ancora una volta la tua indecisione nella mia vita ha tolto un pezzo di respiro al mio cuore.


Eternamente tua





sabato 26 marzo 2011

Modello BASIC

Quando nel 2002 decisi che era il momento di comprarmi la mia prima macchina non ebbi dubbi, “Smart, c’è dentro una limousine”. Mi aveva sempre colpito quello slogan che incontravo all’uscita del casello autostradale mentre arrivavo dalla mia città natale e scorgevo la bellissima basilica di San Luca. Quel enorme cartellone di 6metri per 12 richiamava la mia attenzione ogni volta e mi faceva sorridere il paragone tra un utilitaria cosi piccola ad un’auto che nulla aveva a che vedere con una limousine. Quando entrai in concessionaria avevo le idee chiare su ciò che volevo; Modello Passion, sul come; full-optional con possibilità di mettere accessori fashion tipo sedili rosa e/o attacco per ipod, sul quando; in consegna il più veloce possibile e sul perché; perché Smart? Beh perché era uno status simbol, un modus vivendi appartenente alle ragazze della mia età, una garanzia d’eleganza in pochissimo spazio e di parcheggio sicuro anche in una città in cui la gente litiga per un buco e prende multe continuamente.

Quando quest’anno ho dovuto cambiare casa mi sono messa alla ricerca forsennata di un posto che avesse determinate caratteristiche fondamentali per poterci vivere bene. Cosa doveva avere la mia casa ideale per farsi scegliere?
Visti i prezzi di questa città ho cominciato dal piccolo che qui è sinonimo di Topaia per poi finire sempre peggio, in zone terrificanti dove non manderesti a far due passi nemmeno il tuo nemico numero uno, case oscene in zone scandalose, stanze umide con muri pieni di buchi, come potevo pensare ad una casa dell’amore guardando gli scarafaggi uscire dagli angoli.?
Nella vita se hai una filosofia meglio mantenerla, allora chi più spende meno spende e la soluzione è stata guardare in alto e cominciare a vedere residenze nelle più belle vie della città, con viste sui giardini, con soffitti alti e stanze guardaroba. La mia casa dei sogni ha il lavandino fatto a cuore e le finestre grandi, la cucina laccata bianca e i pavimenti a palladiana. La casa in cui abito ora è la prova che puntando al modello superiore capisci che la differenza tra quello e la baracca sono poche centinaia di euro all’anno, allora a quel paese le case nei palazzoni dietro la stazione, la formula cucina/camera da letto la lascio a qualcun altro, il modello Basic ancora una volta non fa per me.

Quando entro in un negozio, mi sento Alice nel paese delle meraviglie, tutto intorno a me prende un altro colore, gli occhi mi si fanno a stelline e cerco di carpire più immagini possibili per dirigermi frettolosamente in direzione abiti acquistabili. Non so se capita anche alle altre ma io naturalmente cado sempre su capo più esclusivo magari anche a serie limitata, fatta di tessuti ricercati e colori alla moda, non so perché ma mai e dico mai nemmeno per una volta mi è capitato di scegliere un abito della linea Basic, non so tipo ZaRa Basic o Just Cavalli o D&G con tutto rispetto ma non sono proprio fatte per me. Che sia una grande azienda o un pronto moda il mio occhio e alla fine la mia carta di credito strisciano sempre su ciò che di meno basico c’è nel negozio. Una  CONDANNA la mia quella di ricercare sempre il meglio, uff….

Tutto questo care le mie amiche non è certo per dirvi che io sono ricca e voi no… tutt’altro !!! non è un fatto di portafoglio ma di modo di essere … c’è chi si accontenta di avere un’imitazione di ciò che vorrebbe e chi lo pretende e lo ottiene a tutti i costi, chi alla Ferrari preferisce la Cinquecento dicendo pure che è tutta una questione di consumi e chi alla rossa naturale predilige una pessima tinta mogano invecchiato. Non so come dirvelo per non essere fraintesa ma il famoso modello Basic non mi appartiene e credo mai lo sarà,  chi confonde la semplicità con questo termine non ha capito nulla, non è questa la questione è più un “ti accontenti di poco quando potresti avere molto di più”, un palliativo per non avere problemi perchè di tornare a casa sapendo che ti sta aspettando una persona con degli argomenti in realtà non ti va per nulla.


Allora il punto qual è… ? facciamoci pure rimpiazzare dalle donne senza cervello che non hanno ambizioni ma vi prego non diventiamo come loro, io non me la sento.
Con i miei pregi e i miei difetti seppur tanti, io sono felice di poter argomentare e non stare mai zitta..
Bene allora come dice il mio amico Alessandro non accontentiamoci di uomini che prima o dopo di noi faranno questa triste scelta.

I love full optional e tu..?


Immagine, opera di Alessandro Baronciani

mercoledì 23 marzo 2011

A petto duro, comunicare o comunicarsi.!

Ci sono regole non scritte per chiudere una storia, cose che andrebbero fatte per far sì che ambo le parti possano continuare ad avere una vita normale o quantomeno smettere di avere chiodi fissi su errori o scleri vari, su discorsi e progetti, su amanti invisibili o scopate sfuggenti. Cosa chiude veramente una storia d’amore, quale sono i segnali dei quali non ci accorgiamo, perché abbiamo un paraocchi che ci impedisce di vedere che chi abbiamo di fronte non è più l’uomo che amiamo ma la controfigura di un attore che finge di amarci.?

Se rifletto su di me ho ancora la vista annebbiata ma se guardo ciò che capita alla mie amiche posso scorgere bene gli errori o gli eventi che proclamano una relazione al termine, com’è possibile vedere gli altri e non guardare se stessi con gli occhi obbiettivi, il credere di avere sempre la storia perfetta ci tramuta in cretine credulone pensando che il nostro uomo l’essere assoluto e inimitabile mentre al di la del muro probabilmente la sua carne pulsa già per qualcun’altra o pensa da mesi che tu non sia più la donna che fa battere il suo cuore. Le leggi volanti, quelle che con una stretta di mano chiudono un accordo tra i sessi hanno ormai occupato un posto nascosto nel baule dei ricordi e hanno preso il volo del passero. Le persone non parlano più, non si scrivono post-it d’amore, non stanno in attesa preparandosi ore ed ore per ricevere un invito a cena ma adottano i sistemi virtuali per conoscersi, frequentarsi, scoparsi e poi lasciarsi, il crudo cotto e mangiato che dura poco, perchè questa società, quella dell’incertezza di Bauman ce lo schiaffa davanti imponendoci la sua fame di crescita delll’ora e subito, il adesso e qui , costringe noi, e cosi anche me che della parole e della scrittura ho fatto la mia vita a sentirsi dire che se la mia storia è finita è per mancanza di comunicazione, non mia che sia chiaro, io vado anche fin troppo a petto teso sotto ai problemi, ma per colpa del non detto, non rivelato, mal capito o paurosamente avvertito. BASTA!!!! 

Mi sono rotta, è troppo pesante sentirsi dire che se non mi ha parlato è perché è difficile parlare ad una persona che si ama, e allora pensa un po se non mi avesse amato cosa avrebbe fatto.!!

Le regole non esistono più, io le ho ancora a voi la parola, ormai io le ho esaurite!!!!

lunedì 21 marzo 2011

Spine nel cuore o cuore con le spine..?







Incredibile come il dolore dell'anima non venga capito. Se ti becchi una pallottola o una scheggia si mettono subito a strillare presto-barellieri-il-plasma, se ti rompi una gamba te la ingessano, se hai la gola infiammata ti danno le medicine. Se hai il cuore pezzi e sei così disperato che non ti riesce aprir bocca, invece, non se ne accorgono neanche. Eppure il dolore dell'anima è una malattia molto più grave della gamba rotta e della gola infiammata, le sue ferite sono assai più profonde e pericolose di quelle procurate da una pallottola o da una scheggia. Sono ferite che non guariscono, quelle, ferite che ad ogni pretesto ricominciano a sanguinare. (O.Fallaci)








Così la primavera si è portata via l’inverno insieme alla mia ultima speranza di riconciliazione. Un inverno gelido e assetato di sangue che ha procurato ferite al cuore che non sono ancora state rimarginate, dolori di un petto ricolmo d’amore che è stato preso in ostaggio e poi  ucciso da una vent’enne. E cosi mi ritrovo qui,  con un dolore che non ho potuto evitare e che non so affrontare. Dalla mia scrivania, sulla sedia Blu, in questa casa che mi ricorda in ogni angolo un pezzo della mia storia, qui davanti al mio Mac, batto frettolosamente sui tasti mentre le lacrime pungono il foglio virtuale, come spine nel cuore, quelle vere, quelle che non sai togliere e che attanagliano la tua esistenza, quella maledetta spina che non riesco a levare, come una scheggia conficcata sotto ad un dito rifletto sulla consapevolezza che tu sei dentro di me sempre e comunque. Avrei voluto tanto che fosse andato tutto diversamente, che fossi rimasto qui a ballare nella mia sala a piedi nudi mentre rimbombava “Minha do Condominio” avrei desiderato che tu mi guardassi ancora per un attimo dicendomi quanto è sbagliato ciò che stai facendo. Stanotte rifletto sulla sofferenza, quella che ti fa morire dentro che nessuno prende in considerazione perchè non si vede, il supplizio del cuore che è di gran lunga superiore di una botta in testa che almeno puoi curare in ospedale, penso al mio martirio che è quello di tante persone sole che hanno avuto una storia importante e che per qualche strana congiunzione astrale non hanno più, mi chiedo se davvero il tempo potrà far smettere di sanguinare la mia anima ferita. Ho scritto tanto sul cuore ma prima non immaginavo che avesse la potenza di cambiarti.

La primavera ha portato con se un’aria gelida da un inverno rigido che mi ha visto catapultata in una nuova vita, spero che stanotte le ultime lacrime facciano si che il mio Marzo riesca a far rifiorire i fiori di pesco.





domenica 20 marzo 2011

Le regole della conquista...

Oggi penso alle  cose  che un uomo non deve mai dire ad una donna mentre tenta un approccio, quando nel bel mezzo di un monito gelato sforza i suoi neuroni e tira fuorii perle di saggezza che spesso ci fanno scappare a gambe levate. Ma quali sono queste frasi, o queste situazioni, cosa non vogliamo proprio  sentirci dire.?

  • Vi è mai capitato nel bel mezzo di una conversazione ravvicinata con un uomo che vi piace, mentre puoi sniffare il suo alito attorno al tuo orecchio, quando la libido ti sta andando alle stelle e i tuoi occhi si sono magicamente trasformati in due illuminati cuoricini che quello stesso uomo su cui avevate riposto tutte le speranze di una notte di fuoco vi dicesse, sai non ti farei mai nulla per darti fastidio, sei come una sorella per me..!!! Ecco fatto, in quel preciso momento l’immagine di lui che ti prende animalescamente su un tavolo della cucina, ti sfila le calze e ti sbatte ovunque si trasforma in un…”VOGLIO SCAPPARE PIU LONTANO CHE POSSO..!!!” . In quell’istante ti piacerebbe molto che quell’essere infimo scomparisse dalla faccia della terra, venisse catapultato con la sedia compresa in un’altra galassia, desidereresti smisuratamente che qualcuno lo impalassero come ai tempi dei crociati. Mi chiedo cosa spinga una persona ad affermare una tale eresia, forse pensa davvero che la fratellanza ci faccia piacere? Fratello Sole e sorella Luna di San Francesco d’Assisi è miracolosamente risuscitato e ritornato tra noi per mandarlo a quel paese il più veloce possibile prima che vi dica che oltre ad essere la sorella che vorrebbe portarsi a letto assomigliate pure a sua madre. 

  • Noi donne stiamo a dieta praticamente tutta la vita, lottiamo contro la bilancia ogni mattina da quando nasciamo, ogni pasticcino che ci mangiamo ci costringe a fare penitenza stando settimane a ingurgitare insalata verde per non prendere nemmeno un etto e presentarsi in maggio alla pericolosa prova costume. Le donne lo fanno sempre, credono che essere magrissime significhi essere belle, e confondono la denutrizione con la sensualità.  Combattiamo eternamente con il grasso superfluo, donne moderne in una società che ci mostra modelli di anoressia come se fossero esempi da prendere, televisioni che sfoderano top-model sotto peso, con gambe secche e braccini biafratici che indossano abiti spaziali adatte solo a taglie 38. Ma come possiamo pretendere di non essere malate quando i nostri modelli sono cosi rigidi, quando i giornali sfoderano foto di femmine sciupate che non superano mai i 50Kg.? La guerra della taglia più piccola da raggiungere, così introduciamo nei corpi mix di centrifugati di verdura e mele verdi che non hanno calorie, bandiamo per due mesi il tanto amato bicchiere di vino e la brioche del mattino, sopprimiamo il caffe macchiato e il budino alla vaniglia all’ora del the… Dopo il calvario invernale rientri nei tuoi pantaloni elasticizzati e ti accingi ad indossarli alla prima festa all’aperto. Ti senti benissimo e piena di te quando, mentre finalmente ti concedi il lusso di una fetta di pizza, sei in piedi per farti contemplare meglio dagli uomini presenti al cocktail, un tuo amico ti si avvicina salutandoti con euforia. Tu trangugi velocemente e stampi un sorrisone a milel denti quando dalla sua maledetta bocca, esce un “Ciao, come stai bene, si vede che sei un pò ingrassata”. Ti strozzi con la mozzarella, mentre pensi..”INGRASSATA”, brutto imbecille sono due mesi che sono a dieta da morte e tu ti permetti di dire questo….

Non gli rispondi, alzi i tacchi ti volti e te ne vai indispettita.

Mie care amiche ne avrei da raccontare ma a me piace che lo facciate voi, alzate la voce con questi uomini che non hanno più idea di cosa si debba o non si debba dire per conquistarci, alzate bandiera nei confronti di uomini che escono per mortificarci e spiattellare al mondo i nostro difetti.

Cosa non deve dire un uomo per catturare la vostra attenzione.
Io credo di saperlo e tu..?


  • Ti considero come una sorella (alla faccia e tu le sorelle te le sc…i?)
  • Come stai bene, sei ingrassata? ( come sono ingrassata sono a dieta da una vita)
  • Come sei bella, stasera! ( stasera? Perche di solito sono un ciompo?)
  • Vuoi sapere quanto guadagno? ( chi se ne frega quanto guadagni)
  • Ti avverto che non voglio una storia seria, non sono preparato a chiamare una donna tutti i giorni per sapere come sta. (scommetto che tua madre la chiami anche piu volte al giorno)
  • Non mi voglio impegnare ( non ti vuoi impegnare, benissimo e chi te lo ha chiesto?)
TO BE CONTINUED…

lunedì 14 marzo 2011

Le relazioni


Questa notte presa da un’insonnia galoppante rifletto sulle relazioni, quelle vissute, consumate, finite, iniziate, dimenticate, accantonate, disastrate e su quelle mai passate.

Ci sono storie che durano il tempo di un cocktail, altre quello di un pranzo al sacco, altre ancora il tempo di un capo spalla stagionale o alcune che non ti accorgi nemmeno di aver vissuto. Persone che entrano nella tua esistenza senza lasciare troppi segni e altre che invece tardano a scomparire, uomini che hanno la velocità di una telefonata internazionale e altri che sono lenti come la messa della domenica. Ma pur sempre storie, attimi che fanno parte di te e occupano uno spazio temporale che chiamiamo Vita.

La mia prima relazione, se così si può chiamare, la ebbi a 15 anni, era una cotta adolescenziale, fatta di odori, curiosità, intensità e corpi che cercavano di conoscersi, in quel periodo non sai bene ciò che stai cercando, le cose ti capitano per il semplice fatto che devono capitarti e così impari che oltre a te esiste un altro mondo sconosciuto che ti incuriosisce, un universo ricco di diversità e di giochi chiamato “uomo”. Non ne hai paura, vuoi solo indagare il motivo per cui fa la pipì in piedi o si fa la barba, perché porta i pantaloni e non la gonna o fuma nervosamente con gli amici davanti ad una coca-cola, perché paga lui il tuo caffè o ti invita a passeggiare da soli in posti nascosti. Quando sei giovane ti senti invincibile, ogni scoperta viene vissuta come una conquista e il tuo primo orgasmo è l’inizio di un cammino lunghissimo che imparerai ad amare e desiderare, ad assaporare con dolcezza ed esigere come se fosse il tuo pasto quotidiano.
Orgasmo, ruota forse tutto intorno a quello..? Forse la nostra ricerca di un uomo è condizionata da questo breve istante che furtivamente cerchiamo di rubare a uomini che spesso soffrono di eiaculatio precox e dopo aver capito che non si tratta di uno strano centrifugatore insceniamo roccambolesche cacce al tesoro per averlo come trofeo e arrivare al tanto atteso acme del piacere…?  stiamo tutta la vita a passare da un letto ad un altro per approfondire  l’argomento e poi renderci conto che ottenere ciò che vuoi non è proprio cosi semplice. Ma cosa determina la durata di una relazione se non una bella e sana sc……a.


Il corpo ha le sue esigenze e non dobbiamo pensare che essere donne sia necessariamente sinonimo di castità o stupido perbenismo, anche le femmine hanno una sessualità, a volte più segreta o nascosta ma pur sempre esistente. Allora mi chiedo quando in una relazione il sesso è un disastro vale la pena andare avanti.? E se l’uomo con cui stai non ti piace ma ti rivolta come un calzino allora cosa dobbiamo fare..? e ancora peggio se ti piace da morire e a letto ti senti come non sei mai stata, allora siamo davvero in pericolo.?  Quanti uomini sono passati sopra di noi senza lasciare nemmeno il segno, individui lenti e noiosi, che al posto di leccarti le orecchie preferivano raccontarti del loro rapporto con la madre, quanti alla parola sesso hanno fatto una smorfia, dichiarando che per loro non è poi cosi importante e quanti dopo tre minuti di orologio, stesi come fossili ti hanno chiesto se ti era piaciuto..?  Beh!, il problema sta in queste parole, se sono consapevole che gli uomini che mi hanno fatto passare il tempo non hanno lasciato in me nemmeno la traccia di un ricordo allora come posso fare a dimenticare l’unica persona che al solo parlare mi faceva perdere la ragione.?


Bel dilemma le relazioni, un vero enigma da risolvere, una scatola bianca da colorare. Ma come… se la fuori il mondo sembra essersi dimenticato che esistiamo e abbiamo dei sentimenti, come combattere la bulimia dei rapporti cotti e mangiati in una società in cui tutto inizia e finisce dal tramonto all’alba, come pensare di far crescere una relazione o portarla avanti se nessuno di noi ha la voglia di farlo e non pare mettere nessun impegno per impegnarsi?

Ma allora come dobbiamo comportarci se siamo certi di aver fatto scappare l’unica chance di affinità che valeva la pena vivere, crogiolarsi nel dolore o tentare di riprendersi il tanto bramato Orgasmo perfetto per ricominciare ad esistere..?  Le relazioni, per molti ma non per tutti.!!!!!!

mercoledì 9 marzo 2011

Burlesque mon amour





Dopo settimane passate tra Madrid e Parigi, Roma e Milano, tra pintxos e omelettes, tra Fresh Gallery e Centre Pompidou, tra spagnoli e parigini con un sacco di voglia che faccia caldo, rieccomi alla vita normale nella mia città. Riprendo i ritmi e il trantran di un lavoro che amo, che mi arricchisce di novità e sorprese e che non smette mai di sorprendermi ed entusiasmarmi.

Passa un interminabile pomeriggio in vari studi d’artista scappo in centro per fare gli ultimi preparativi per la serata. Se sei a Bologna nel periodo del carnevale ed è martedì grasso allora sei proprio obbligata ad andare ad una delle feste che ti propone la city, gente mascherata, coriandoli che volano e stelle filanti colorate che vengono sparse ovunque. Se per giunta sei single allora non ti resta che abbandonarti agli eventi e andare a scegliere un costume adatto per l’occasione.

Sono già le 17 e non è proprio prestissimo per decidere cosa indossare, ho il cervello vuoto, nemmeno un’idea, uno spunto, uno spiraglio d’originalità esce dalla mia testolina intorpidita, sono in panico, mi vengono idee banali del tipo:
“ah si ecco..!! mi travesto da sirena,
anzi NOOOOO…
da principessa…Macche…si sul pisello che non ho..!!  penso..!!!
ho un’idea geniale, mi vesto da angioletto,
sisisiisis con le ali piumate bianche…ma…dove le trovo a quest’ora..!!!???”  .

Il sole è pallido e il freddo non ha ancora cessato di gelarmi il naso, la sciarpa non è ancora stata appesa al chiodo e le mie mani sembrano la pelle di un serpente. Imbocco Ugo Bassi saltellando sul mio tacco 7 da lavoro, cappottino nero, capelli raccolti e orecchino logo Chanel. Attraverso le strisce con passo energico mentre compongo il numero della mia àncora di salvezza, la Lety.  Solo lei ha una soluzione per ogni cosa e riesce a dispensare consigli per risoluzioni ai problemi in pochi decimi di secondo. Compongo il suo numero con il mio Iphone4 speranzosa che mi risponda con la su vocina tranquilla, quando…dall’altra parte della cornetta mi invita ad andare a dare un’occhiata al Tessutaio di via Nazario Sauro.



Non sono una grande esperta di scampoli o cose simili, anzi credo di non essere mai entrata in un negozio del genere, ma davvero è un’esperienza da provare… mentre mi perdo tra i tessuti, tra pizzi macremè e taffetà, tra chiffon e georgette, tra tulle e damasco nutro il forte desiderio di buttarmi in mezzo agli scaffali, sdraiarmici sopra e prendere un thè caldo in compagnia della stoffe, in un posto cosi magico.

Rifletto sul perché non conosciamo queste piccole botteghe centenarie, siamo cosi ossessionati dalla velocità, frenetiche e agitate da non ricordare l’antica tradizione del comprare un pezzo di tessuto, annusandone l’odore, strofinandolo sulla nostra pelle per poi infilarlo nella borsa desiderose di correre dalla sarta per poterci cucire addosso un modellino unico… È davvero così difficile ritornare per qualche attimo ad essere ciò che si è state e ricordare i valori veri della nostra vita.? Il contatto con questo mondo, dove il tempo sembra si sia fermato, dove ancora i proprietari, Roberto e Luca, ti accolgono con un sorriso, ti fanno toccare e provare tutto e alla fine ti consigliano ciò che è più adatto a te, mi mette davanti alla consapevolezza che il tempo non si può fermare ma noi si. Possiamo prenderci i nostri spazi, spogliarci dei nostri costumi e riprendere in mano la nostra esistenza …Tutte noi possiamo far si che sia carnevale per sempre e decidere di indossare un meraviglioso pizzo nero comprato dal Tessutaio..!!!!

Ieri sera io ho deciso di essere una ballerina di Burlesque, nuda fuori ma vestita dentro. 


In arrivo Radio Taxi ApeMaya (la peggiore) con un mini-abito giallo e nero da capogiro e intenzioni bellicose...  direzione divertimento…!!!

E tu quale maschere sei..? 








martedì 8 marzo 2011

Mujer, Woman, Femme, Donna....





Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe, 

i capelli diventano bianchi, 
i giorni si trasformano in anni…. 

Però ciò che è importante non cambia; 

la tua forza e la tua convinzione non hanno età.

Il tuo spirito è a colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c`e` una linea di partenza.

Dietro ogni successo c`e` un'altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva.

Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo. 

Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.

Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c`e` in te.

Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto. 

Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.

Quando non potrai camminare veloce, cammina.

Quando non potrai camminare, usa il bastone.

Però  non trattenerti mai!!!



Madre Teresa di Calcutta

domenica 6 marzo 2011

Bianca&Co.

Se è vero che gli uomini più belli della città li trovi a sistemare maglioncini firmati tra gli scaffali della bottega Barrow allora è anche vero che le donne più incantevoli e affascinanti le trovi a far salotto tra i tavolini in ferro battuto di “Colazione da Bianca”. Qui tra un caffè americano e una tisana Dammann alla vanilla, tra una fetta di Clotilde e un biscotto al burro a forma di conchiglia, si possono ammirare ogni giorno, decine di femmine stupende provenienti da tutte le parti del mondo. Ma non è solo un discorso di clientela, anche le collaboratrici e la responsabile sono davvero da capogiro. Sarà lo stile francese che caratterizza questo luogo o forse l’ambiente cosi accogliente e famigliare,  saranno le divise nere e arancio o i vassoi con teiere fumanti, fatto stà che qui si aggirano in poco più di 200mq un tale livello di bellezza da far perdere la testa ai passanti che vengono attirati, inizialmente, dalle due grandi vetrine che espongono vasi pieni di spumoni bianchi e soffici pasticcini spolverati di cioccolato e poi entrando rimangono sbalorditi per l'enorme quantità e qualità di signorine variopinte intente a far passare il loro pomeriggio.
C’è ne per tutti i gusti, fashion-girls che si preparano al weekend indossando miss borchiate e leggins American Apparel fluò, altre che mantengono un abbigliamento pulito e discreto con i loro bauletti griffati, chi si siede in modalità “treno in arrivo” sfoggiando creste bicolore e mollettine con cuoricini e farfalle e chi fa intravedere autoreggenti sotto la gonna un po’ corta non tanto per attirare sguardi ma per differenziarsi un po’ dalla massa di perbeniste che stanno fuori a spasso a criticare il mondo intero. Un pullulare di chiacchere tutte al femminile, tra le pareti vivaci e i divanetti color crema, tra cibi e bevante serviti con maestria da giovani donzelle che con ballerine ai piedi slittano da una parte all’altra della sala dispensando consigli per un pomeriggio migliore in compagnia dell’ultima infusione arrivata direttamente dall’Asia.

Ad accogliermi Marianne, la deliziosa responsabile che sgambetta velocissima sfoggiando uno splendido rossetto mat-rosso di Kiko, due orecchiette da topolina che ti fanno subito calare nel clima carnevalesco e con il suo fine e educato accento contornato da un sorrisone solare e sincero. Mi trova immediatamente un tavolino in posizione strategica in modo che io possa scrutare tutto ciò che succede intorno a me… 

Solito menù, solita domenica solito the con le amiche di sempre tra risate, confidenze, coriandoli e voglia di primavera.

Anche oggi sono qui, con la Capre, la Cry, la Vigno, La Lety, LA Stefy, la regina del Sahara e la Miky, mancavano solo OneRed e Cami in balia di un raffreddore fortissimo.


Anche oggi Colazione da Bianca ha vinto su tutti…TO BE CONTINUED…





Colazione da Bianca, Via Santo Stefano 1, Bologna

mercoledì 2 marzo 2011

The hole in the wall

Rifletto con la sigaretta in bocca davanti al mio Mac che istancabilmente mi ascolta ogni notte, sono appena riuscita a ordinare tutta casa tra piatti sporchi e lavatrici da sistemare tra tappettini del cane e lenzuola pulite; si lo so non è un’immagine che mi appartiene molto quella della casalinga, ma ahimè devo rendermi presentabile agli occhi del mondo con abitini stirati e magliette sbiancate e avere una casa decente per potermi rilassare con il profumo di detergente alla lavanda. Anch’io ho una vita che va al di là degli aperitivi fashion con le amiche e le cene con improbabili uomini che non varcheranno mai la soglia della mia porta, sono una persona normale e anche se può sembrare strano, mangio buste di minestrone precotto, strofino i piatti con lo Svelto rovinandomi la manicure e pulisco il wc con l’anitra Blu. Ebbene sì anche quelle come me che sembrano impeccabili nel loro bulbo sempre in piega fanno le faccende di casa e alle volte la imbiancano pure.
Così, stasera presa da un raptus di nervosismo invece di guardarmi la televisione che non ho, mi sono messa a tappare i buchi del mio muro con lo stucco bianco. Mentre li sigillavo cercando di coprirli bene con la spatola pensavo ai buchi del cuori, ai tagli che non si rimarginano e a quelle piaghe che sembrano suturate ma che repentinamente tornano ad aprirsi inspiegabilmente. Certe emozioni sono fuori dal nostro controllo, non possiamo pensare di sopprimerle perchè in realtà sono più vive che mai e pulsano forte e sempre, sembra abbiano una memoria e si ricordino del come sia difficile continuare a convivere con il dolore.
Ma è proprio cosi…? Siamo davvero cosi legate al dolore da non riuscirne a cucire le ferite? Siamo cosi deboli nelle nostre maschere da Pulcinella inscenando teatrini di felicità che non abbiamo più..? Oppure abbiamo bisogno di stare male per comprendere realmente il significato della parola serenità..?
La verità è che il passato riaffiora più volte di quante non se ne vada, sta li in un cassetto fin quando non arriva qualcun altro a buttarlo via, ciò che eri rimane solo un ricordo che vorresti recuperare e ciò che sarai un sogno che difficilmente riavrai.  Allora che fai, in una vita che passa, in un giorno che trascorre a volte lento a volte veloce e si porta via con se gli attimi che perdi nel ripensare a come avresti potuto essere in un'altra situazione diversa da quella che sei ora.?
Questa sera penso alla mia città alle mie amiche, ai giorni che corrono e a me che sto qui a scrivere di un sentimento che non conosco piu.

Oggi ho chiuso tutti i buchi, domani Parigi.
Vado a riprendermi me stessa.

TO BE CONTINUED…

Capreccion styleabito Cavalli, scarpe Le Silla