martedì 3 maggio 2011

III Millennio_La crisi non è solo economica

Se vuoi passare un sabato sera diverso dal solito, se in città la pioggia ha costretto tutti a stare sotto al piumone a guardarsi un filmone strappalacrime o una serie tipo Spartacus, se vivi a Bologna ed è il weekend del primo maggio e non ti sei cimentata nell’ardua impresa di trasferirti nella colonia Milano Marittima, tra femminucce smaniose di mostrare la loro ultima LV e maschietti che tirano fuori dal garage i cavallini rampanti rimasti a riposare tutto l’inverno, allora non puoi mancare all’appuntamento annuale del mitico aperitivo a casa di Chiara. Il dresscode obbligatorio non stà nell’abito da indossare, ma nella scelta del vino da portare in borsa e da consegnare alla padrona di casa. Io opto per un Chianti Classico Rocca delle Macìe che non sbaglia mai. Mi infilo un vestitino nero e con il mio tacco 12 mi lancio sotto la pioggia con l’ombrellino blu direzione porta Saragozza.

Chiara è una giovane 27enne tostissima, dopo la laurea in psicologia ha deciso che scendere in campo tanto per farlo non era da lei, così invece di solite specialistiche o master che non le avrebbero lasciato nulla si è buttata a capofitto nella ricerca di se stessa e all’apprendimento di tecniche di coaching, (Il Coaching è un processo di crescita mirato, che facilita il cambiamento, attraverso un percorso che segue specifici passaggi verso la scoperta dei mezzi più adeguati per raggiungere i propri obiettivi personali), ora lavora come responsabile attività organizzative e comunicazione in una Polisportiva cercando di creare un legame tra se stessa e la società.

Sono bastati due bicchieri di vino per sciogliere la tensione iniziale che caratterizza le feste private, dove ci si conosce tutti di vista ma senza essersi mai realmente parlati. Noi ragazze, come sempre, ci siamo appartate in una stanza con sigarette, alcool e copertine di lana sulle ginocchia, abbiamo cominciato a raccontarci di noi, della nostra condizione attuale, del nostro lavoro, dei rapporti che non abbiamo e delle storie che vorremmo. Poi l’esploit di OneredCherry che ci ha annunciato che il suo amato fidanzato le ha regalato l’anello di fidanzamento ha fatto cadere tutte in un pianto comune con brindisi a mano alzate… Dio che emozione, è il nostro primo anello da quando ci conosciamo, è la prima volta che una di Noi non parla di dolore per storie finite ma di gioia per quello che magicamente le è accaduto. È si, perché succede carissimi amici, le favole esistono e cominciano a leggercele quando meno te lo aspetti, esistono i principi azzurri che ti coprono con il mantello bianco riparandoti dalle intemperie e ricordandoti che TU sei la donna più importante della loro vita.

Ecco qui, abbiamo scatenato un putiferio con questa notizia, incredibilmente tutti gli ospiti si sono accalcati nella piccola stanzina per ammirare quel raro oggetto brillante, anche gli uomini inaspettatamente si sono messi in fila indiana, forse non credevano potesse essere possibile che un loro coetaneo osasse tanto per una donna, o forse la curiosità è stata la molla trainante. Fatto stà che ci siamo ritrovati tutti seduti per terra a parlare della crisi del maschio anche se io direi “della crisi della società contemporanea”. Argomento piuttosto caldo che ha irritato molti, punti di vista dissimili, pareri contrastanti e anche analisi molto dettagliate di come siamo arrivati qui e dei perché anche se in fondo di perché ancora non si è capito molto. “La società dell’incertezza” dico io e quella del consumismo ribatte Simon, quella condizione di velocità e tutto subito che ci contraddistingue e che fa tremare i rapporti che ormai sembrano più castelli di carte da briscola che altro. Da chi afferma che il problema è da vedersi a partire dall’emancipazione femminile ad altri che lo datano più con la caduta del muro di Berlino, chi crede sia un fatto puramente di progresso troppo accelerato e chi da colpa al sesso maschile per la scarsa elasticità. Fatto stà che siamo in crisi e non solo economica ma anche di sentimenti, rapporti, valori, di quella crisi esistenziale che ha fatto cadere il ruolo del maschio.

Di cosa ci lamentiamo se in fondo siamo state noi donne a volere la parità e a far sì che in poco meno di quattro decenni arrivassimo a vette inaspettate, sono ormai lontani i tempi della lotta per il voto e della parità sessuale …? No!!! non sono cosi lontani, ora noi paghiamo le conseguenze della fragilità dei rapporti a favore del progresso della tecnologia, dell’aridità delle conversazioni a favore delle comunicazioni via internet, del sesso sentimentale a favore della scopata veloce e senza emozione. Ecco chi siamo, tutti senza remissioni, anche se non lo vogliamo ammettere a noi stessi. Un uomo si sente inadeguato perché non è più in grado di darci una sicurezza economica e allora preferisce tagliare i rapporti veri per rinchiudersi in discoteche a guardare ballerine, una donna si sente frustrata perché riempie la sua esistenza di successi lavorativi ma non ha più una famiglia che l’aspetta quando rientra a casa. Il sesso è diventato ormai una cosa per pochi, gli uomini si fanno inseguire e non vogliono più uscire con noi perchè siamo troppo aggressive e sicure di noi stesse, non ci cercano perché hanno perso il desiderio di cacciare in quanto non ci facciamo più cacciare ma gli offriamo gli orgasmi su piatti d’argento. E allora come possiamo fare a riprendere in mano la nostra vita e i nostri valori..? Come possiamo rimetterci in pista per trovare l’uomo dei nostri sogni con cui avere dei bambini…?

Io non ne ho idea …!!!
Io so solo che Cenerentola ha perso la scarpetta mentre scappava dal ballo…

io so solo che un giorno arriverà il mio principe delle favole e mi rimetterà addosso la mia Manolo Blahnik sussurrandomi che mi amerà per sempre.







DEFINIZIONE DI COACHING di Chiara B.

l Coaching è un processo di crescita mirato, che facilita il cambiamento, attraverso un percorso che segue specifici passaggi verso la scoperta dei mezzi più adeguati per raggiungere i propri obiettivi personali.

Gli ambiti di applicazione di questo percorso sono svariati: da quello professionale a quello sportivo (sia a livello individuale che di gruppo), alla sfera personale e privata (in termini di relazioni interpersonali, realizzazione, benessere fisico e mentale, sostegno in fasi di cambiamento, etc...).

Ed i risultati di successo sono sorprendenti e documentati.

Socrate invitava a “Conoscere se stessi”; Pindaro era solito salutare i suoi discepoli dicendo: “Diventa ciò che sei”; Parmenide sosteneva che tutto è possibile, “Basta trovare il coraggio di percorrere la via” ed Eraclito affermava: “L’unica cosa permanente è il cambiamento”.
Nel Coaching il presupposto è la conoscenza e la consapevolezza di sé, delle proprie risorse e delle aree migliorabili.
Dove c’è la ghianda, il Coach vede la quercia, ha piena fiducia nello sviluppo delle potenzialità delle persone e nella capacità che ciascuno ha di trovare in sé le risposte giuste ai propri problemi.
Si tratta di focalizzare mete specifiche per trovare le strategie più adeguate. Occorre saper gestire convinzioni e atteggiamenti limitanti per affrontare al meglio il nuovo, agire per trasformare la paura del cambiamento in una energia tesa allo sviluppo e alla realizzazione della persona.

8 commenti:

  1. Crisi economica e crisi dei sentimenti: abolirei facebook, le amicizie virtuali, e tornerei al momento in cui per cercare una donna la devi bramare e cercare come un pazzo tra i locali, dopo che l'hai vista tra la folla. Non più digitare un nome su google. Tornerei al corteggiamento forsennato di un uomo, e di una donna capricciosa che continua a dire no, ma che cade come cenerentola tra le sue braccia. Credo nell'amore e nelle fiabe. ^__^

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  2. Io non sono completamente d'accordo con SaraLove, nell'idea di abolire il mondo virtuale. Se così fosse, non avrei avuto l'opportunità di conoscere Blue, e avrei perso una grande amica. Quindi si al virtuale, ma con il giusto equilibrio e la dovuta saggezza :)

    Ciò detto, la tua analisi dell'uomo che "si sente inadeguato perché non è più in grado di darci una sicurezza economica e allora preferisce tagliare i rapporti veri per rinchiudersi in discoteche a guardare ballerine, e una donna si sente frustrata perché riempie la sua esistenza di successi lavorativi ma non ha più una famiglia che l’aspetta quando rientra a casa", mi pare la più azzeccata che io abbia mai sentito, o letto, negli ultimi anni.
    Perché si, la parità dei sessi è sacrosanta, non si tocca, ma ogni tanto è bello anche ripristinare vecchi ruoli, con lui che caccia e noi che gli lasciamo credere di averci prese ( anche se siamo state noi per prime a sceglierlo ).
    E' tutto un equilibrio sopra la follia. Come dice la Mannoia.

    Chissà se esiste davvero questo fantomatico principe. A me ne andrebbe bene anche uno giallo, rosso, fucsia, a pois, a strisce ... mi accontento :D


    Un sorriso. Ti voglio bene. Antonia.

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  3. Preferisco puntare il dito su tutti e due o verso nessuno dei due. Spesso dietro alle crisi di relazioni c'è un non volersi bene e un non accettarsi che si riflette nell'altro. E poi tante maschere, quindi, che non esprimono il vero noi, che ci fanno soffrire meno ma che ci allontanano sempre di più. E solitamente capiamo certe cose solo quando le abbiamo perse.
    Mi piace molto un certo tipo di ragionamento che recita: comportati COME SE quello che vuoi fosse già tuo. Usa il sogno, l'immaginazione, la tua creatività per tirare fuori il meglio di te e regalarne un po' al mondo. Farai tanto bene e sarai una calamita. Eh eh...parola di Alice nel paese delle meraviglie.
    un bacino Blue!

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  4. cara blue,
    la crisi si abbatte anche grazie alle amiche che ci fanno entrare nel cerchio di una vita sentimentale reale e poi non cosi distante da come la immaginiamo.
    L'anello è la "scusa brillante " che consolida un amore.Sentimento che aspetta di essere trovato, non castigato o giustificato da "crisi del maschio e varie".
    Io credo in te.Nel coaching, nelle tue righe scritte la notte e nelle mie care amcihe.

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  5. Care Amiche mi pare di aver capito che ognuna di noi ha la sua favola...
    _SaraLove_ in insieme di diverse
    -Antonia_ Biancaneve
    _Benedetta_ Alice nel paese delle meraviglie
    _OneRed_ Cenerentola

    e io che dire... chi mi conosce sà che io vivo le favole ogni giono nella mia vita e mai e poi mai riuscirei a pensare di tornare nel mondo dei "normali"....

    Io mi sento un pò Alice, un po Dorothy e un po Cererentola, un pò Cappuccetto Rosso e chissà quante altre... la cosa importante è sognare sognare e sognare.

    Viva voi e viva la crisi che noi sconfiggeremo...

    Blue

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  6. cara Blue...è proprio vero ognuna di noi ha la propria favola. solo mettendo in fila noi e le favole, mi sono effettivamente resa conto consapevolmente che io sono proprio molto così :)) bello!

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  7. sono rimasta without words! *_*
    Sono felicissima per OneRed!!!!!!!!!!!! un bacio grande grande alla mia cara Blue
    LiDì

    http://fashiondeliz.blogspot.com

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  8. Blue tresor... ke favola è insieme diverse? Non la conosco ^__^ !!
    Bhe riguardo all'abolizione del mondo virtuale mi riferisco solo a piattaforme superficiali (facebook) che sostituiscono spesso il contatto umano! Mentre i blog sono una finestra sul mondo che permettono di esprimersi e dare vita a nuovi scambi di idee!
    Da quando non ho più facebook, ho meno amici,vero! Per questo ho un pò il dente avvelenato.. ma che ci posso fare se mi sento una mosca bianca? ^__^ !!!

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