sabato 26 marzo 2011

Modello BASIC

Quando nel 2002 decisi che era il momento di comprarmi la mia prima macchina non ebbi dubbi, “Smart, c’è dentro una limousine”. Mi aveva sempre colpito quello slogan che incontravo all’uscita del casello autostradale mentre arrivavo dalla mia città natale e scorgevo la bellissima basilica di San Luca. Quel enorme cartellone di 6metri per 12 richiamava la mia attenzione ogni volta e mi faceva sorridere il paragone tra un utilitaria cosi piccola ad un’auto che nulla aveva a che vedere con una limousine. Quando entrai in concessionaria avevo le idee chiare su ciò che volevo; Modello Passion, sul come; full-optional con possibilità di mettere accessori fashion tipo sedili rosa e/o attacco per ipod, sul quando; in consegna il più veloce possibile e sul perché; perché Smart? Beh perché era uno status simbol, un modus vivendi appartenente alle ragazze della mia età, una garanzia d’eleganza in pochissimo spazio e di parcheggio sicuro anche in una città in cui la gente litiga per un buco e prende multe continuamente.

Quando quest’anno ho dovuto cambiare casa mi sono messa alla ricerca forsennata di un posto che avesse determinate caratteristiche fondamentali per poterci vivere bene. Cosa doveva avere la mia casa ideale per farsi scegliere?
Visti i prezzi di questa città ho cominciato dal piccolo che qui è sinonimo di Topaia per poi finire sempre peggio, in zone terrificanti dove non manderesti a far due passi nemmeno il tuo nemico numero uno, case oscene in zone scandalose, stanze umide con muri pieni di buchi, come potevo pensare ad una casa dell’amore guardando gli scarafaggi uscire dagli angoli.?
Nella vita se hai una filosofia meglio mantenerla, allora chi più spende meno spende e la soluzione è stata guardare in alto e cominciare a vedere residenze nelle più belle vie della città, con viste sui giardini, con soffitti alti e stanze guardaroba. La mia casa dei sogni ha il lavandino fatto a cuore e le finestre grandi, la cucina laccata bianca e i pavimenti a palladiana. La casa in cui abito ora è la prova che puntando al modello superiore capisci che la differenza tra quello e la baracca sono poche centinaia di euro all’anno, allora a quel paese le case nei palazzoni dietro la stazione, la formula cucina/camera da letto la lascio a qualcun altro, il modello Basic ancora una volta non fa per me.

Quando entro in un negozio, mi sento Alice nel paese delle meraviglie, tutto intorno a me prende un altro colore, gli occhi mi si fanno a stelline e cerco di carpire più immagini possibili per dirigermi frettolosamente in direzione abiti acquistabili. Non so se capita anche alle altre ma io naturalmente cado sempre su capo più esclusivo magari anche a serie limitata, fatta di tessuti ricercati e colori alla moda, non so perché ma mai e dico mai nemmeno per una volta mi è capitato di scegliere un abito della linea Basic, non so tipo ZaRa Basic o Just Cavalli o D&G con tutto rispetto ma non sono proprio fatte per me. Che sia una grande azienda o un pronto moda il mio occhio e alla fine la mia carta di credito strisciano sempre su ciò che di meno basico c’è nel negozio. Una  CONDANNA la mia quella di ricercare sempre il meglio, uff….

Tutto questo care le mie amiche non è certo per dirvi che io sono ricca e voi no… tutt’altro !!! non è un fatto di portafoglio ma di modo di essere … c’è chi si accontenta di avere un’imitazione di ciò che vorrebbe e chi lo pretende e lo ottiene a tutti i costi, chi alla Ferrari preferisce la Cinquecento dicendo pure che è tutta una questione di consumi e chi alla rossa naturale predilige una pessima tinta mogano invecchiato. Non so come dirvelo per non essere fraintesa ma il famoso modello Basic non mi appartiene e credo mai lo sarà,  chi confonde la semplicità con questo termine non ha capito nulla, non è questa la questione è più un “ti accontenti di poco quando potresti avere molto di più”, un palliativo per non avere problemi perchè di tornare a casa sapendo che ti sta aspettando una persona con degli argomenti in realtà non ti va per nulla.


Allora il punto qual è… ? facciamoci pure rimpiazzare dalle donne senza cervello che non hanno ambizioni ma vi prego non diventiamo come loro, io non me la sento.
Con i miei pregi e i miei difetti seppur tanti, io sono felice di poter argomentare e non stare mai zitta..
Bene allora come dice il mio amico Alessandro non accontentiamoci di uomini che prima o dopo di noi faranno questa triste scelta.

I love full optional e tu..?


Immagine, opera di Alessandro Baronciani

2 commenti:

  1. A Napoli si dice: "L'uocchio va truvann o'buon". Lo sguardo si posa sul buono ;)


    Un sorriso. Antonia.

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  2. beh cara Blue ti diro'..I love full optional tooo!
    impossibile cascare sul basic quando l'occhio è allenato al meglio

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