sabato 12 febbraio 2011

Waiting for happiness_

La felicità è talmente vicina che a volte non ce ne rendiamo nemmeno conto. Cosa stiamo cercando per esserlo e per far sì che si insinui nella nostra vita quel senso di farfalle allo stomaco perenne che ci fa stare bene? Siamo così sciocche e immerse nella società del consumismo da non renderci conto che questo stato d’animo che tutti cerchiamo è cosi appiccicato a noi da formare una seconda pelle seguendoci come un’ombra e portando persino il nostro stesso profumo. Troppo impegnate a pensare quale sarà il vestito giusto da sfoderare il venerdi sera, quale la scarpa all’ultimo grido e quale nuovo riflessante darà più luce ai nostri sfibrati capelli. Rimaniamo sempre abbondantemente concentrate su noi stesse continuando a giocare ad una caccia al tesoro risultandone sempre perdenti per il semplice fatto di non aver letto correttamente il bigliettino che abbiamo trovato sotto la pietra davanti a casa. Ma che cos’è la felicità.? È forse uno strano indovinello al quale non sappiamo rispondere o un rebus trovato sulla settimana enigmistica, o magari è il  ritornello di una canzone che ci frulla nella testa anche se ne abbiamo dimenticato alcune parole.? Quando usciamo tutte in gruppo, tutte agghindate e piene di oggetti fashion, borse griffate, pellicce ecologiche color cammello siamo veramente appagate.? E quando strisciamo la carta di credito per saldare il conto di un ristorante costoso possiamo dirci soddisfatte di aver trovato  un momento di quella bramata felicità che cerchiamo..?
Care le mie amiche mi dispiace ma io non so darvi risposte perché in ognuna di noi permea la propria.

Per la Capreccion “avere un gran telaio” e conservarlo fino alla fine dei secoli potrebbe essere una buona fonte di gioia per la Cry smettere di lavorare il sabato mattina per fare la barakka il venerdi notte sarebbe la chiusura del cerchio e diversamente Enrica col suo musetto saccente sarebbe pronta ad affermare a spada tratta che la sua felicità sta racchiusa tra le mura di un blog fashionista.





Donne diverse ma legate da un unico comune denominatore che a volte si risolve con l’acquisto di un  nuovo lipgloss e altre con la ricerca più concettualmente di uno status che pare non bastarci mai. Mia madre dall’alto dei suoi 50anni direbbe che siamo alla ricerca di momenti e non di condizioni continuative e sempre uguali, cerchiamo attimi che ci facciano venire la pelle d’oca dall’emozione e non abitudini quotidiane che impoveriscono la vita.
Allora cosa davvero si cela dietro questa parola, qual è il vero ideale di felicità e come possiamo impossessarcene e legarlo con una catena alla nostra esistenza?



5 commenti:

  1. sarò scontata ma la felicità è avere una mamma che, anche se vivi sola, se sei autonoma e indipendente e se dici sempre che non hai bisogno di nulla, quando stai male corre da te e ,come quando eri piccola, ti porta nella tua vecchia casa e ti accudisce come se tu non te ne fossi mai andata...questa è felicità...questo è amore....

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  2. Camilla qùanto è vero! e cmq per me la felicità è godere di bùona salùte!Senza la salùte manca qùalsiasi cosa!!!!

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  3. Per me la felicità è una sensazione, magari non sempre costante ma percettibile.
    Per me felicità è sentirmi soddisfatta di me stessa, essere orgogliosa di come sono. Felicità è pensare a qualcuno, fidanzato o amiche e provare un gran senso di sicurezza, gioia e passione, un senso di appartenenza al mondo.
    Giulia

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  4. Camilla_ Quanto hai ragione...la mamma è sempre la mamma.

    Giulia_ è proprio cosi la felicità sono attimi pieni di sensazioni-

    grazie ragazze...attendo altri vostri comment..
    blue vi adora

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  5. ma in fondo chi l'ha detto che lo Shopping non è terapeutico?
    lo è eccome.
    Non regala Felicita' perenne.Ma aiuta possiamo dirlo forte.
    La felicita' a volte è un dovere
    Vai alla grande Blue.

    Oneredcherry

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