lunedì 7 febbraio 2011

On the train_

I treni sono dei non-luoghi dove s’incontrano persone interessanti che non hanno passato e non avranno futuro, tranne in alcuni casi che rimangono esperienze uniche, rare e singolari nel loro genere. Bauman, grande sociologo li definiva luoghi contemporanei di incontro dove ognuno di noi si sfoga con sconosciuti che sa che non incontrerà mai più, esperienze di vita che durano il tempo di un aperitivo e a volte anche meno. Quante volte ammicchiamo un sorriso ad un estraneo e poi intessiamo con lui discorsi impossibili che altrove non faremmo mai. È il fascino di questi posti a renderci libere a far sì che tutte le nostri inibizioni cadano come il muro di Berlino, come Mantidi Religiose puntiamo la nostra preda o ci capita per caso, la ammaliamo, la torturiamo con i nostri sguardi, la seduciamo con il nostro sapere e poi la uccidiamo nel momento stesso in cui in altoparlante risuona la voce “Bologna, stazione di Bologna”.  Anche oggi il mio tragitto ha prodotto un buon contatto e strappato un invito a cena che non si consumerà mai, tanto è sempre cosi, un architetto rampante che lavora tra Roma e Parigi, con progetti che spaziano dal design all’arte contemporanea ma che ha sicuramente fatto più caso ai miei jeans Blanco attillati che ai miei discorsi in bilico tra filosofia e modernità. Un ennesimo biglietto da visita in archivio che riporrò con cura nel mio libro dei possibili contatti inutili, sulla scrivania del mio bellissimo ufficio sui colli della città.

In direzione Roma per un cocktail molto esclusivo e rigorosamente su invito per il compleanno dell’amico Giuly, organizzato nel nuovo spazio della sua galleria d’arte appena inaugurato per l’occasione, in una delle zone più fashion e innovative della capitale, il lungotevere dell’artigiano. All’ingresso mi consegnano un’opera a tiratura limitata dell’artista Ileana Florescu come ricordo della serata e poi un susseguirsi di gente meravigliosa mi viene incontro per saluti e brindisi in allegria, tra una sigaretta e un bicchiere di delicato Champagne francese, tra una polpettina e pezzettini di crescenta fumanti, tra sculture e opere di Matteo Basilè prosegue una serata memorabile. Musica a palla con dj set  Luca Rossi, che in preda all’euforia intona un “auguri divino Giuliano” che spuntando dalla folla con la sua giacca borchiata assolutamente esemplare e da un tocco di vivacità alla serata.

Ormai l’una e trenta e un serbatoio pieno di alcool mi dirigo in direzione albergo, mi prendo un pò di tempo per passeggiare e godermi i 18gradi in riva al Tevere di questa splendida città, le luci arancioni contornano la silhouette dei palazzi storici e dei terrazzi dove probabilmente si stanno consumando notti infuocate al tiepido calore di una primavera che è già alle porte. Anche il mio umore sente marzo in arrivo, i fiori sugli alberi, le foglie che spuntano verdi e il sole che comincia a scaldare la pelle e il cuore. Una notte riposante sola tra le lenzuola bianche di una suite d’albergo.

Al mio risveglio pranzo sull’isola tiberina in casa di un amico, Giorgio, gallerista rampante e di insostenibile fascino, capelli rossicci, barbetta incolta decisamente irresistibile. È sempre la stessa storia, quando incontri qualcuno che potrebbe attirare la tua attenzione, o stà per partire per un’isola deserta a ritrovare se stesso o è un gallerista con cui non puoi instaurare nessun tipo di rapporto a parte quello lavorativo. Quando qualcuno come Giorgio ti invita a casa sua e ti prepara un pranzo in terrazza con Ferrari gelato servito in flute neri, pane e pizza tagliata a quadrettini e verdure lesse, che sono perfettamente in linea con la tua dieta, vorresti ucciderti perché sai che l’unica cosa che puoi fare è parlare di lavoro, del tuo ultimo progetto o del suo.

Ecco qui, finita anche oggi, rientro a Bologna felice, Colazione da Bianca mi aspetta.

2 commenti:

  1. Blue perchè sul treno fai la mantide e con l'uomo che ti piace no? tentar non nuoce!

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  2. cara amica Anonima...ho tentato oggi..ho ascoltato il tuo consiglio..ho cercato di buttare giu quel muro maledetto...ma ahimè mi è sembrato altissimo... mi sono tanto sentita Maometto che va alla montagna ma senza mai arrivarci sul serio...
    mia nonna mi dice sempre chi la dura la vince e io ci sto davvero provando...ma non vedo riscontro...e allora che cavolo devo fare di più....

    in arrivo la storia dell'oggi tra palestra e telefono...lavoro e incavolature...poi mi direi.. bramo conoscerti per scrivere anche su te... baciotti amica/o...

    Blue

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