mercoledì 9 febbraio 2011

Deontologia della vita

La deontologia, o etica deontologica, può essere intesa come l'insieme di teorie etiche che si contrappone al consequenzialismo. Mentre il consequenzialismo determina la bontà delle azioni dai loro scopi, la deontologia afferma che fini e mezzi sono strettamenti dipendenti gli uni dagli altri, il che significa che un fine giusto sarà il risultato dell'utilizzo di giusti mezzi.
Il più famoso deontologo è stato, probabilmente, Immanuel Kant (1724 - 1804). Il suo imperativo categorico (diviso in tre differenti formulazioni) determina un insieme di principi universali attraverso cui può essere giudicata la bontà delle azioni. Il nome "deontologia" deriva dal greco "deon" che significa "dovere". L'obiettivo di Kant nella formulazione della deontologia era stabilire un sistema etico che non dipendesse dall'esperienza soggettiva ma da una logica inconfutabile. Quindi, la correttezza etica di un comportamento sarebbe un dovere assoluto e innegabile, alla stessa maniera in cui nessuno potrebbe negare che due per due fa quattro.
Kant assegna alla logica, quindi, attraverso l'imperativo categorico il dovere di determinare la correttezza o meno di un'azione. Esso si fonda sull'idea della massima che divenuta universale contraddice sé stessa. L'esempio adatto è quello di chi si rifiuta di aiutare gli altri, perché è indifferente alle loro sorti. Kant, in questo caso, ci dice che un mondo in cui ognuno pensi solo alla propria felicità è coerentemente immaginabile; Kant, tuttavia, ci mostra come una volontà che istituisse questo principio si auto-contraddirebbe, poiché ogni singolo perderebbe la possibilità di essere soccorso nel momento del bisogno e questo non è razionalmente desiderabile da alcuno. Anche John Rawls è un deontologo. Il suo libro A Theory of Justice sancisce che dovrebbe essere creato un sistema di sana redistribuzione che segua un insieme di regole morali.
Altro deontologo e` stato Arthur Schopenhauer, feroce critico di Immanuel Kant nel suo saggio Il fondamento della morale. Schopenauer accusa Kant di riproporre sotto altre parole la morale teologica e che per evitare contestazioni, "con un minaccioso appello alla coscienza di chi dissente pretende di far tacere ogni dubbio" (Il fondamento della morale). Per Schopenhauer l' imperativo categorico di Kant altro non era che una vera e propria contradictio in adiecto poiche` il concetto di dovere ha senso solo in relazione a a una promessa di premio o a una minaccia di castigo. Stando cosi` un imperativo puo` essere, per dirla alla maniera di kant, soltanto ipotetico (condizionato a un premio o a una minaccia) e mai categorico (incondizionato).


Esistono le regole e certamente è bello infrangerle…certamente è eccitante fare una cosa con il cuore in gola e godere dell’adrenalina che comincia a pompare nel tuo corpo quando la paura di essere scoperti e la smania di infrangere un principio fondamentale della vita prendono il sopravvento sulla ragione, o semplicemente quando per semplice voglia di trasgressione si mangia un frutto velenoso sotto consiglio di uno sconosciuto e si crepa in preda a crisi di bava blu che fuoriesce dalla nostra bocca. La mia voglia di trasgressione o quella degli altri in realtà non centra molto con ciò che volevo introdurre copiando e incollando il significato etimologico della parola deontologia, che più che un senso vuole aprire un dibattito su quelle regole non scritte  che fanno parte della nostra esistenza ma che chissà perché puntualmente infrangiamo non curandoci delle conseguenze. Quali sono le cose importanti che meritano un posto sul podio dello star bene del singolo individuo, quali gli elementi che se non fossero presenti ci lascerebbero un vuoto, renderebbe la nostra vita un foglio bianco dove non è possibile scrivere perchè coperto da una patina lucida.  Cosa è obbligatorio difendere per vedere sempre tutto rosa come vedeva Edith Piaf ne “La Vie En Rose”. Lei probabilmente avrebbe messo al primo posto l’amore, anzi ne sono certa, cantava la sua vita in rosa speranzosa d’amore per non morire dentro. Cantava momenti di gioia tra le braccia dell’uomo che amava e sentiva il battito del cuore esplodere al solo averlo vicino.  “Quando mi prende tra le braccia e mi parla sottovoce, io, vedo la vita tinta di rosa…” L’amore è sicuramente il motore trainante dell’esistenza dell’uomo, senza amore la vita perde quel brio, quel brivido e quel pizzicore piccante che ci fa fare cose pazzesche come alzarci alle cinque del mattino per prendere un treno o un aereo per raggiungere il nostro amore. Esistono, però, vari tipi d’amore che si aggiungono a quello convenzionale, sono sicuramente diversi ma tutte le forme di questo sentimento straordinario vanno rispettate e vanno necessariamente inserite nel podio della vita perché questa sia speciale. L’amore tra madre e figlio, quello tra amici e per il lavoro, l’amore per la famiglia e per l’animale domestico, l’amore bisessuale o omosessuale, l’amore per la patria, per la casa e per la  macchina, quello per la squadra del cuore, per la motocicletta e quello per se stessi. Quali sono quelle che ci fanno più male e ci fanno sentire traditi, il nostro podio è composto da cosa...chi e cosa sta al numero uno, e chi al tre...? Cosa è davvero cosi importante da renderci felice...? 



Possiamo veramente ritenerci deontologicamente a posto se parcheggiamo la macchina in doppia fila, se passiamo davanti ad un anziano alla cassa del supermercato o se tradiamo la fiducia di una persona…questo tanto bramato codice deontologico del quale tutti parlano, esiste…? O è solo frutto della nostra fantasia…continuamo a infrangere le leggi e a lamentarci se poi veniamo puniti…? Perche noi umani dobbiamo sempre costruire il nostro libretto delle istruzioni..? e perchè poi ci stupiamo se tutto va storto.?



Io voglio infrangere la regola del niente è per sempre e tu..? TO BE CONTINUED...





3 commenti:

  1. imperativo categorico..al quale non ci si puo' sottrarre.

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  2. "Niente è per sempre..." infrangi pure tesoro... Tolte alcune, ...poche, ...ok, solo due cose, il resto è tutto di passagio.
    Ti dico rapidamente quelle che secondo me sono le cose che trascriverei nella colonna dei "per sempre": 1- L'amore che un animale domestico prova per il padrone, anche dopo maltrattamenti, azioni colleriche e l'abbandono continua ad essere lo stesso.
    2- Il desiderio di affinità, quella con una persona amata anche se inevitabilmente prima o poi andra via, quella di un'amicizia che si perde col tempo (personalmente lotto a denti stretti perchè non succeda mai), quella che alla fine serve a non farti sentire mai solo...

    Ricordo che questo è solo un desiderio, che raramente viene esaudito e di conseguenza siamo invasi da una depressione protomortale, che erroneamente crediamo faccia parte del nostro carattere... Piuttostò che lottare trasformiamo la tristezza in un gene...

    detto ciò ti adoro Simoooo!!!

    Con stile ed eleganza "Pier"

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