martedì 29 dicembre 2009

Natale 2009-Smart non c'è più dentro una limousine

Come ogni vigilia che si rispetti, mi alzo alle 9,30 faccio una bella colazione con cappuccino tiepido e quattro fette biscottate ai cinque cereali e poi rintontita dal sonno cerco di organizzare la mia giornata di shopping per cercare qualche regalo da dare ai miei amori di famiglia. Come sempre mi riduco all’ultimo, non ho mai tempo corro, corro e corro e chissà perchè sono sempre in perenne ritardo. Non amo molto il Natale, ma amo molto la mia famiglia in quei giorni, la trovo cosi divertente, cosi spensierata. Mi piace pensare alla Nonna Annita sbronza di Lambrusco con le guance tutte rosse che intona festosa una bella canzone di Celentano mentre lo zio Mario ci racconta di qualche amica-signorina per bene, con cui ha passato la notte precedente, o vedere la Zia Cry e lo Zio Claudio sbaciucchiarsi come due ragazzini e guardarsi con gli occhietti a cuore mentre mangiano un bello spaghettino al pesce. Li amo indistintamente e amo il loro modo di manifestarlo, amo i vaffanc… i -vai a cag-…i -la vac ta fat-..i -ma va dar via al c…- amo questa famiglia cosi apparentemente disunita ma cosi assolutamente unica. Mentre penso al tour de force che mi aspetterà stasera con le pietanze abbondanti che si alterneranno sulla tavola, mi vesto comoda, -pantacalze 100 denari uno stivaletto tacco 7 per passeggiare, un bel piumino con cinturino in vita, cappellino grigio una bella muse YSL nera in pelle ed esco dal vicolo a gran passo. Sbuco su strada Maggiore e mentre mi accendo una sigarettina chiamo un bel CosePuri che arriva in pochi minuti e mi carica. Direzione salvezza- H&M.
Riesco a trovare i regali per tutti, quello è il negozio dei desideri, trovi sempre qualcosa per chiunque, c’è sempre il vestito giusto per ogni tipo di occasione anche per una futura mamma, il pantalone della tuta grigio per il fratellino fashion, il maglioncino azzurro a righe per lo zio Hippy, il cardigan in Lurex per la nonna glamour e un abitino color cipria tagliato ad impero per quelle come me che hanno le spallucce strette ma un sedere che fa provincia. Dopo due ore passate a conversare con la commessa marchigiana che mi convince su che reggiseno comprare per non sembrare un’asse da pasta, pago ed esco di gran fretta con il mio bell’autista che mi aspetta per portarmi a casa. Quando salgo la Capreccion sta facendo le pulizie di primavera, la trovo a quattro zampe intenta a pulire con uno spazzolino da denti un piccolo pezzo di parquet, è li che ci da come una matta come se la casa non venisse pulita dal 15-18’ invece è passato meno di un giorno da quando, ieri, l’avevo trovata nello stesso punto e nella stessa posizione intenta a togliere un rimasuglio di pelo bianco della sua gatta siamese Tashia. Fa le pulizie come se dovesse andare ad arare i campi…Chignon fermato con un bastoncino rubato al ristorante giappo di via Stalingrado, maglietta maglia XXXL che le fa da lenzuolo, cosi mentre striscia con il sedere a terra lava pure il pavimento, e nei piedi due orrende babbuccine azzurre fatte dalla nonna. Una vera Massaia con la M maiuscola, una donna da sposare.
In fretta e furia ci facciamo una doccia e ci vestiamo per partire, prendiamo cani, calzettoni e scaldaletto a due piazze, Mantova arriviamo.
Quando si parte per la mecca, dove la famiglia ti aspetta gioiosa con il lambrusco in mano dove il cibo straborda dalle pentole e dove si sa che si finirà tutti a cantare allegramente le canzonette degli anni 60’ insieme alla nonna ci sono sue cose che non possono mancare: radio deejay e la nebbia, che si sa nella bassa è piuttosto intensa, anzi mi correggo diciamo che sembra il muro di Berlino prima del crollo, con l’unica differenza che da noi non si vede una mazza e se non hai i fanali anti nebbia rischi di rimanere isolata su una strada di campagna in attesa che arrivino i soccorsi, che puntualmente non ti trovano perché anche loro hanno o stesso problema….non ci vedono una m…. Arrivati a destinazione, sono solo le 19 e mi viene una tremenda voglia di Prosecco, cosa c’è di meglio prima del cenone che farsi due bei bicchierini con un bel “Psin Puttana” e ridacchiare con le quattro anime del paese che non vedono l’ora di scambiare due parole con due gnocche…anzi con una, la Capreccion, perchè come sempre io sono l’anatroccolo guidatore lei il figone copilota. Dopo due coppe gelate di frizzantino e un piatto di pesciolini, mi sento un alito tipo drago sputafuoco, il mio cane si è fatto mezzo kg di mortadella per assecondare la bontà di un signore che l’ha rimpilzata per bene…siamo due trottole…per non fare brutte figure finiamo tutto quello che c’è sul bancone e paghiamo…TOTALE tre calici di vino con un buffet ricco di leccornie- 5 euro. Sorprese saliamo sulla Smartina, salutiamo tutta l’allegra compagnia con baci e abbracci calorosi e ci dirigiamo verso Villa Annita.
Quando parcheggiamo, il profumino delle tartine al salmone e dei vole au vente arriva fino all’ingresso, scarico tutti i pacchi mentre la Capreccion entra in casa a salutare tutti…chiudo a chiave e mi fiondo nella cucina dove mi stanno gia aspettando con una bottiglia di Franciacorta Satin -6 gradi proprio come piace a me. Ogni volta che entro qui, mi dimentico di qualsiasi problema, del lavoro, dello stress mi dimentico di tutto..ma proprio di tutto… e anche se la temperatura media interna è di 16 gradi con minime di 12 nel bagno, io sto bene e non penso a nulla di ciò che sta a Bologna, anche se devo andare a letto con lo scaldasonno mettendo la temperatura massima, mi devo mettere i calzettoni, e mentre faccio la pipi rischio la vita perché in bagno ci sono i candelotti di ghiaccio, io amo quella casa e amo ciò che succede li ogni anno a Natale… e quest’anno devo dire che è stato ancora piu bello e sorprendente. Tra spaghetti all’uovo con pesce e gamberoni imperiali in salsa rossa, tra cocktail di gamberi e insalate di mare, il regalo più bello è stata la notizia dell’arrivo un un piccolo/a Bebe , la mia zietta, che è più di una sorella tra pochi mesi diventerà brutta e grassa e io la potrò prendere per il culo, rompendole le scatole sulle sue caviglie da elefante e sulla sua pancia da balena…che bello avere un amore incinta..ti senti sempre più magra di lei e questo ti gratifica da morire…per la prima volta sei tu la longilinea…ma perche non rimane incinta la Capreccion cosi ingrassa e le diventano i piedi come due zampogne..!!!!!
Dopo essere aumentate piu o meno 3 kg mangiando tutto quello che era commestibile compreso i fiorellini sulla torta gelato, io e la Gio ci siamo bardate da sci e siamo andate a dormire nella stanza dei ghiacciai, lassù al primo piano dove il riscaldamento è spento dal lontano 1992, i muri hanno una temperatura bassissima, le coperte hanno sopra la brina e per spogliarsi ti serve un training autogeno nel quale continui a ripetere a te stesso-“NON FA FREDDO…NON FA FREDDO”, quando sei li nuda come un pesce ti rendi conto che il tuo istruttore di meditazione è un cazzone e che non è servito a niente pagarlo 4 mesi per prepararti ad affrontare il gelo di Villa Annita. Il mio cane si rifiuta di farsi togliere il cappotto verde di cachemire e il suo codino è ormai pietrificato..ci lanciamo sotto alle coperte e battendo i denti in posizione fetale ci avvinghiamo e ci addormentiamo sognando una ninna nanna fantastica intonata da un Babbo Natale che passa davanti alla finestra con le renne e la slitta. Notte meravigliosa, il freddo è passato nello stesso istante in cui mi sono resa conto di ciò che avevo trovato, quest’anno, sotto l’Albero…mi alzo nuda nata e il mio umore è ai caraibi, apro la persiana ma aimè mi accorgo che il tempo è plumbeo e che la pioggia ha lavorato tutta la notte, è scesa interperrita e fine per regalarci umidità e grigiore. Il profumo del caffè raggiunge il mio naso, scendo le scale e trovo la mitica Anny, nonna 79enne pazza furiosa, super alla moda, vestita con un leggings nero e un lupetto stretto da Eva Kant, è una visione, inspiegabile la gioia che emanano i suoi occhi quando ci vede scendere in perizoma, i suoi apprezzamenti, nonché commenti da nonna all’avanguardia ma pur sempre nonna, sono tra il ridicolo e l’offensivo. Alla Capreccion intona un
“ VEEEEEEE quaciat ca tse ingrasada”
e a me un bel
“At ghe an bel Culon Nano”…
Grazie nonna tu fai sempre crescere la mia autostima, dopo essere passata sotto il tuo radar mi sento sempre un essere immondo in sovrappeso e con le tette minuscole. Ma anche se sei cosi io non perdo l’amore che nutro per te, anche se il tuo massimo complimento è “ Che belle Gambone cat ghe”, io non saprei come fare senza il tuo sorriso e il tuo caffè Crema&Gusto. Mentre lo bevo, rilassata sullo sgabello, la Capreccion fa lo stesso, attaccata al termosifone per non rischiare di morire assiderata. Insieme spostiamo la tenda bianca e guardiamo fuori con moto di tranquillità.
“Oddddioooooooooooooooooooooooooooooo….Capreccioooooooonnnnnnnn”
“Oddddddiiiiiiiooooooooooooooooooooooooooo la Smart…”
Un urlo rimbomba nella stanza------ “ Il Cabrio della Smart è rimasto aperto….” AZZZZZZZZZZZZZ
Ci guardiamo un secondo e poi scoppiamo a ridere…..
Smart non c’è piu dentro una limousine…c’è dentro una piscina olimpionica….GULPPPPPP

lunedì 28 dicembre 2009

La Capreccion-

Ci sono giorni, come oggi, che prendere la macchina è impossibile, ormai la neve ha invaso ogni angolo della mia città e ha sequestrato la mia Smartina, la temperatura media è -10 gradi sotto zero e per terra troviamo solo lastre di ghiaccio, talmente scivoloso che anche una pattinatrice olimpionica super esperta farebbe fatica a piroettarci sopra. Per fortuna che io sono una donna previdente e quattro anni fa a Marbella, in piena, diciamo inoltrata primavera ho comprato uno splendido paio di Monn Boot di Dior-modello con logo—strepitosissimi e fashionissimi., cosi posso gironzolare per la city munita di questo oggetto del desiderio che qualsiasi donna vorrebbe ai piedi. Questa mattina alle 9 mi sono svegliata e affacciandomi alla finestra, un impellente voglia di cappuccino dai ragazzi del TelQuel caffe è stato il mio primo pensiero. Mi sono fiondata a lavarmi denti e ascelle, infilata un leggings blu, cappellino grigio e via come una saetta giu per le scale della casa degli gnomi di mia sorella. In quel piccolo tragitto che mi separava da Strada Maggiore i miei pensieri hanno cominciato ad ingarbugliarsi, forse seguivano un po il mio stomaco, e un po seguivano ciò che da ormai cinque mesi era il mio pensiero fisso o meglio quello della Capreccion-tal “Pinna Gialla”-(ho deciso di non chiamarlo con il suo vero nome perche non si merita nemmeno che gli faccia pubblicità, anche se ho intenzione di sputtanarlo ferocemente). Da buona osservatrice, ho studiato il soggetto quasi un anno e mezzo e a oggi posso realmente dire che è un essere spregevole e meschino.



“Gli uomini sono nati dalle donne ma non sono come noi..” la mia mamma me lo ha ripetuto da tutta la vita …ogni volta che succedeva qualcosa di strano e ogni volta che un amore moriva a suon di piatti rotti e parolacce lei era sempre li a ripetermelo… Che amore la mia Mamy, di quelle con la M maiuscola, che sanno sempre quello che ti devono dire e che ci sono qualunque cosa succeda, sono li quando pensi che la vita sia una truffa e che gli uomini tutti truffatori… In fin dei conti con un padre come il mio come avrebbe potuto essere diversamente, quel furbone ci ha messo subito alla prova fregandoci e insegnandoci in ogni modo che il sesso maschile, è e rimane un genere da evitare sempre e comunque, o se proprio non si può, bisogna sempre leggere le controindicazioni. Pare che alla Capreccion abbiano rubato il libretto illustrativo che spiegava come dosare l’abuso del farmaco Pinna Gialla, e haimè anche se io mi sono adoperata, per farle scrivere dalla ditta farmaceutica i consigli d’uso, lei non mi ha cagata (come sempre) e ha fatto di testa sua. Stare a spiegare dall’inizio ciò che succede ad una donna quando compie 30anni sarebbe troppo lunga, ma di una cosa posso essere certa, quel giorno c’è qualcosa che scatta in te e ti fa cambiare, improvvisamente hai voglia di famiglia , di Bebè di casetta con pannolini pieni di merd…puzzolente in giro nel rusco di casa, e non si sa il motivo per cui da quel momento in poi tutto convoglia nella ricerca forsennata di un uomo che rispecchi quei canoni di uomo per bene, capace di darti una serenità famigliare e di garantirti un matrimonio. Il 5 Luglio 2008 alle ore 21 è successo proprio cosi alla Camilla Capreccion, è Impazzita…!!!!! Ha deciso di deporre le armi di guerrigliera Bomb-Raider, appendere il braghino e il sandalo tacco 12 al chiodo e dedicarsi alla ricerca spasmodica di un uomo. Alla mitica festa di “Suonare Valeriani” del caro amico Silvio, che ci ha prestato il suo appartamento di quattrocento metri quadrati in Strada Maggiore, abbiamo festeggiato i 30anni della mia sorellina.



Una folla di 450 scalpitanti ospiti venuta da tutte le parti d’italia era accalcata nella meravigliosa residenza con soffitti affrescati. Un video sulla sua vita era proiettato sulle pareti e Jovanotti e la sua “Safari” rimbombava nella stanza principale dove lo champagne scendeva a fiumi nei bicchieri di cristallo e le aragostelle appena tiepide si appoggiavano dolcemente sui palati di svestite amazzoni in preda a crisi di calura. Quando la regina è arrivata il tasso alcolico era gia altissimo, se ci avessero fatto l’etilometro avremmo raggiunto tranquillamente i 5.0, lei era splendida nel suo straccetto di Roberto Cavalli, il bulbo cotonato da selvaggia le contornava un viso abbronzato e rilassato, con l’abito arricciato verso l’alto le si notavano le gambe esili e muscolose e il sandolino Chanel dorato con smalto bordeaux avrebbe fatto impazzire qualsiasi feticista accanito. Era davvero divina, al pari della regina Diana mentre andava verso il suo sposo il giorno del matrimonio con il principe Carlo d’Inghilterra.
Ad un certo punto della serata, con mille pacchettini in mano mi sento chiamare ripetutamente, come se la mia presenza fosse una necessità impellente.

”Simo Simo Vieni Qui”…la Capreccion urlava a squarciagola e si dimenava con il suo ghepardo addosso…

“Che c’è Gio…cosa di cosi urgente da distogliere la mia attenzione alla 14ma bottiglia di Ca’ del Bosco”…

“Vieni Simo ti presento…D…Pinna”…

Oddio…mi è quasi andato di traverso il millesimato R di Ruinart, una fattispecie di Omino Michelin gonfio mi schiaccia un sorriso a 36 denti e mi stringe la mano che quasi me la frantuma… una gomma piuma con i bicipiti tatuati, rasato come una palla da bigliardo… mi abbraccia e si presenta come il fidanzato ufficiale.
“e quello sarebbe il maschio da paura gran cartolone che mi dicevi…” sforzo un sorriso finto come quando per natale ti regalano un regalo che sicuramente hanno riciclato e accenno un “piacere Simona”…

Quella Dea della Capreccion si è andata a infossare in un dirupo…ma ancora non lo sa.


E’ passato un po di tempo, dove viaggi, regali, rolex, promesse di matrimonio si sono sprecate e dove la cosa piu facile sembrava amare…ma in realtà non è stato affatto cosi, ciò che sembrava era solo il frutto della solitudine di un uomo che aveva di fronte un inverno e doveva svernare con una qualsiasi a prescindere da chi fosse…una vale l’altra..per molti uomini non importa la qualità ma la quantità..il mio fidanzato dice…” anche se non è una gran gnocca, fa Curriculum” e lo fanno senza pietà, senza rispetto senza ritegno. Un inverno passando tra le stanze dell’hotel Costes nella fredda Parigi al residence con piscina della caldissima Malindi, tra una sciata in montagna e un week end in beauty-farm da capogiro. Sembrava un sogno…ristoranti tre stelle e champagne sempre freddo nel frigo, post-it con la scritta ti amo in tutte le lingue appese in ogni angolo della sua piccola casa.


Momenti indimenticabili, la vedevo veramente felice, ma in realtà al di fuori una sorella si rende conto molto prima quando c’è qualcosa che non va…l’amore copre gli occhi e rincoglionisce. Io non riuscivo a capire perché spesso, quando uscivamo, e sia ben chiaro che lui è sempre stato molto gentile con me, il suo bancomat non funzionasse…stranamente era sempre o smagnetizzato o rotto, anche al Costes con un conto di 1300€ non andava e per fortuna che la Capreccion dispone di una magnifica American Express Gold, (che potrebbe essere vuota come la mia, ma non lo è) e per quella volta si è prestata a pagare un albergo tra i piu costosi della bella Parigi senza batter ciglio. Ma questi sono solo particolari di un amore che io ho sostenuto perché ad una sorella si deve sempre dare la spalla ma obbiettivamente tutti questi segnali di fumo, io li vedevo e non potevo far nulla.
La mia dolce, amata, adorata, unica vita della mia vita è stata lasciata in un modo atroce e infame, senza una degna spiegazione senza un minimo di rispetto per una donna innamorata, una donna che aveva ricevuto una proposta di matrimonio il giorno 23 agosto 2008, che aveva creduto che si sarebbe realizzato il suo sogno. Si è spenta una storia, tra lacrime e sofferenza tra una caduta da un tetto e la perdita di un figlio di un uomo che non valeva e non vale nemmeno lo sforzo di un saluto. Un uomo che non ha avuto il coraggio di affrontarla e liberarla dal dolore. La Capreccion storia di una donna fantastica che è rimasta cinque mesi seduta sul divano, ha perso 13 kg e ora ringrazia perché la fortuna le ha regalato un corpo da mozzare il fiato e un sorriso da togliere il sonno.


W la Capreccion-----


domenica 20 dicembre 2009

"A la Pelu"


Da quando mi sono trasferita nella magnifica Villa sopra l’altopiano, dove l’aria è pulita, il cielo sempre sereno e azzurro e il profumo primeggia supremo, il mio sistema nervoso sta per tirare le cuoie. Apro la finestra della mia s
tanza da letto e vedo la piscina olimpionica della mia splendida vicina, gli alberi con le foglioline che cadono
e si appoggiano leggere sull’erba del mio giardino che immagino gìa fiorito, Scorgo gli alberi di fichi che con la bella stagione daranno frutti grandi e polposi, a volte respirando i miei polmoni introducono frizzanti brezze e le miei narici si aprono al profumo dei cipressi. Quando scendo le scale per andare al piano terra immagino
gia il profumo di caffe caldo che inonda la stanza e si propaga per tutta la casa, i miei gatti mi aspettano sul divano mi vengono vicino, mi parlano, mi sussurrano qualcosa con un miagolìo soffocato, mi odiano ne
sono certa, vorrebbero farmi a pezzettini e mangiarmi lentamente mentre soffro di dolore come stanno soffrendo loro..e sapete perche..? Perche anche loro come me sono cittadini e odiano il silenzio…odiano l’aria pulita e il rumore degli uccellini o meglio io li amo ma non ne sono abituata.
E’ venerdi mattina, ultimo giorno lavorativo durissimo di una settimana che sembra non finire mai, la mia Smartina J’adore Dior sfreccia zigzagando tra un semaforo rosso e u
na preferenziale, sono in preda al panico aggi ancora non sono stata a farmi i capelli e sinceramente mi sembro un carciofo fritto alla Jiudia. Mi divincolo tra un appuntam
ento e l’altro correndo come una matta per trovare quell’ora benedetta che mi separa tra l’essere un Water e un essere femminile quasi presentabile, il mio prossimo obbiettivo si chiama “parrucchiere Pin Up”.
Nel frattempo sbaglio strada faccio un incidente con l’Iphone con la cover di Brillanti veri posizionato tra spalla e collo, bevo un te fre
ddo alla pesca, mi accendo una Philippe Morris Slim, fisso un colloquio intercontinentale per sapere se Mickey Mouse può ricevermi e finalmente prendo la
linea giusta e mi risponde la Barbarina che con una voce suadente
“parrucchiere Pin up buongiorno”
… evvai questo si che è un buon giorno,
“Barbara ciao sono Simona mi fissi un appuntamento diciamo subito pe
r una piega da infarto cronico come solo voi sapete farmi..”
“MMMMMHmhm Simo mi dispiace siamo murate..qui devi passare domani”.
Ecco come si suol dire rovinarsi un venerdi, immaginate un po uscire con le amiche tutte gnocche da capogiro, che oltretutto sono tutte piu giovani di te di almeno cinque anni -a parte quella tardona della Capreccion (alias mia sorella)- e andare a
cena con un bulbo a mo di Tina Turner ai tempi d’oro quando suonava sul palco a gran voce con la chitarra in mano e con in testa un frizeeee cotonato e color miele che negli anni 80’ era di moda ma ora mmmhhh, diciamo anche no.
Presa da u
n attacco d’ansia feroce, o mangio un pollo disossato o faccio fuori un pedone, non so come risolvere questo casino...il Venerdi tutte le donne della città vanno dal parrucchiere e non si trova un posto neanche a pagarlo con l’American Express Gold, mi sa che dovrò chiudermi in casa e buttare via la chiave, fingere un malanno a mo di sto quasi morendo per un’infezione che mi costringe nel letto paralizzatae passare un week di m. per poi ricominciare il primo appuntamento del lunedì con una
faccia del tipo statemi lontano il piu possibile altrimenti vi sbrano in un morso. Sono in un tunnel senz’uscita, non vedo la luce, chiamo tutti i parrucchieri di Bologna e provincia, mi spingo fino a Mantova, non sia mai che qualcuna disdica all’ultimo momento, tento Ferrara ma le ferraresi non mi ricevono il fine settimana e poi mi ammazzo. Penso penso penso..e poi ripenso. EUREKA..!!! Mi vieni in mente che nel mio libro dei bigliettini da visita ho qualche numero di shampiste sull’orlo di una crisi di nervi che forse potrebbe salvarmi da una depressione e scappo a recuperarlo. Mi butto sullo stradone attrezzato, velocità al limite de

lla multa con punti della patente che volano,passo davanti all’ipergiardineria e mi ricordo dei miei gatti che ormai mi staranno aspettando con un’ascia in mano e un coltello tra i denti perché non hanno più da mangiare..hanno finito i croccantini questa mattina. Sono spacciata non ho tempo per fermarmi a comprare scatolette KiteKat e per prendere la residenza alla cassa di un supermercato per animali mentre le famigliole felici sono a spasso con i loro bambini che urlano come forsennati nella speranza che i genitori li portino al parco. Come una saetta passo davanti all’Ikea, e un brivido mi percorre la schiena al pensiero che dovrei entrare a cambiare una mensola ma che il tempo scorre e ormai sono gia le 9,30 e io non ho un materasso con me per poter riposare nel parcheggio nell’attesa che la signorina con la camicetta gialla del centro informazioni mi caghi e faccia uscire il mio numerino eliminacode. Siamo al numero 8 io ho il numero 712 e haimè ho solo una vita davanti quindi a quel paese la mensola. Arrivo a casa, faccio una sgommata che quando parcheggio mi accorgo che sull’asfalto ho lasciato le mie nuove gomme appena cambiate, entro e vedo le belve li al capezzale degli orsacchiotti del mio cagnolino, forse stanno facendo il funerale anche a loro, mi dirigo verso lo scatolone dei libri e lancio tutto per aria per cercare il mio libro blu degli indirizzi utili. Per indirizzi utili, come donna che si rispetta, trovo, Linda l’Estetista, Alessandra la Massaggiatrice, Adolfo il riequilibratore energetico, Marilia l’Unghiologa, Vincenzo il Chirurgo, Susanna la Manicure, Caterina la personal trainer, Cristina la Scrabista, Teodora specialista in massaggio con le pietre, di parrucchieri nemmeno una traccia…ma alla fine del libro come un miracolo cade un foglietto bianco e grigio con stampato sopra un’immagine Punk con i capelli a cresta che mi lascia perplessa…mi metto gli occhiali…mi siedo…leggo…Abel….El Peluquero de Madrid, Spain. Ormai non penso piu in italiano, sto gia ragionando in spagnolo…stampato leggo il nome del negozio “LA PELU” riferimento Abel, mi ricordo quando ci sono stata, uno splendido ambiente fashion nella zona gay della capitale spagnola, Chueca. Chiamo immediatamente lui mi potrebbe salvare.
Drin Drin Drin.
“La Pelu Buenas Dias digame soy Carlos”.
“Hola Buenos dias Carlos soy Simona le estoy llamando por una cita por hacerme el pelo lisado tienes citio en la tarde…?”
“ Si perfecto a las 6 te espero”…
Sospiro di solievo ho trovato chi mi pettina, c’è solo un problema è a Madrid.
La prima cosa da fare quando ci si trova in una condizione del genere è chiamare la Capreccion che sicuramente sarà al lavoro sopra ad un ponteggio, perché fa l’imbianchina a tempo perso, quando non fa quello lavora per Facebook, e chiederle se può venire con me a fare un salto a farmi bella. Naturalmente la Capreccion mi dice che è impegnata in una conversazione molto animata con la sua amica Dina-
Drin drin drin
“ Pronto Secca”
“ Simo dimmi velocemente perchè non ho tempo”
“ Sei su un ponteggio..? è una questione di vita o di morte..”
“ No Simo, sono con la Dina su Fb “.

…Doppio panico…mi tocca di chiamare l’aeroporto di Bologna e prenotare due voli senza il suo consenso, il tempo stringe. Trovo un volo alle 12,15 con Iberia, caccio due magliette e un jeans nella valigia, prendo mascara, lip-gloss, fard, e anche i tampax perche mi sa che il periodo è quello giusto non si sa mai che mi ritrovi seduta sulla sedia
anatomica della Pelu lasciandogli una bella macchia colorata mentre lo shampista gratta ferocemente il mio bulbo. Scelgo le scarpe da portare, due stivali grigi di tonalità differenti, un decoltè nero una All Star Rosa e una ciabattina Havahianas, chiaramente per tutto il resto c’è Blanco . Richiamo la Secca-alias Capreccion- e le ordinò di prenotare un’auto blu e di aspettarmi sotto al numero 70 di strada Maggiore con un fazzoletto addosso e un tacco 12…direzione Madrid. Schizzo per le strade della city cantando a squarciagola “ Tutta mia la città—un deserto che conosco…la la la la –“ quando dietro di me una pattuglia della polizia accende la sirena come se stesse inseguendo Toto Riina scappato dal carcere…mi fermano..
”Buongiorno Signorina…fornisca patente e libretto”…
Dio che paura che mi fanno i poliziotti …cavolo di fanno sempre la predica e sono sempre cosi seri…uff…Mi controllano e poi mi chiedono se ho bevuto..
“ma come sono le 10 del mattino agente secondo lei ho bevuto..?”
“Signorina lei andava a 110 con il limite dei 50…”
“ma agente ho fretta devo prendere un aereo…come faccio se sto qui con lei a chiacchierare…” !no guardi…devo farle la multa…”
oddio mio ma perchè tutte a me…”la prego”
Come l’arcangelo Gabriele che scende dal cielo benedico Facebook e ringrazio che mia sorella ci lavori cosi intensamente e costantemente in quel momento mi accorgo che il poliziotto che mi stava dando la multa è un suo amico, e gli dico..”
“ma scusi non si ricorda…sono la sorella della Capreccion”
Rimane un pò attonito dalla mia affermazione, diciamo piuttosto che la mascella gli si sposta e una specie di bavetta gli scende lateralmente dalla bocca, sembra un cane Corso in amore, gli occhi gli si fanno a cuore e cambia subito espressione e tono.
“Cavolo…scusami non ti avevo riconosciuta subito ma notavo una certa somiglianza, a parte i capelli, (al pronunciare questa frase avrei voluto avere una sciabola per farlo secco) sai ho visto anche le tue foto negli album pubblici”.
Mi fa strappare una promessa di aperitivo, non con me sia ben chiaro, a me non mi caga nemmeno di striscio e si raccomanda di far mettere a mia sorella nuovi album di momenti vacanzieri con lei ritratta in costume da bagno sotto le palme.

Questo giochetto mi fa evitare una multa salata come una crescenta con i ciccioli, tolgo la folle metto in prima accendo il noss e lascio il resto delle gomme che mi erano rimaste sull’asfalto di Porta Maggiore. Mi sento Desy di Azzard, braghino corto e cappello da Cowboy, e penso al perchè il poliziotto non mi ha riconosciuta. Arrivo davanti al numero 15 di Via Mazzini apro manualmente il cancello verde e di corsa infilo la Smart nel garagino, nella manovra la fretta mi regala un graffio in più sullo specchietto ma non posso pensarci ora sono al limite del ritardo consentito dal taccuino di bordo.
Faccio presente a tutti che siamo in dicembre e che la temperatura media è sui 9 gradi e che c’è quella pioggia piccolina-piccolina diciamo pure stronza che ti entra nella carne frantumandoti le ossa e che la Secca è li bella come il sole di luglio ad aspettarmi con la sua piuma da corsa-alias capelli da urlo-, con indosso il suo fazzolettino corto che non oso chiamare vestito perche i padri della lingua italiana potrebbero rivoltarsi nella tomba e con un tacco 12 rosso fuoco modello fiamme di Fast and Fourious. L’elegante auto CosePuri arriva, una bellissima Mercedes scura ci carica e dirette e veloci ci dirigiamo verso l’uscita tangenziale 4-Aeroporto. Il viaggio fila liscio, durante la corsa ho tempo di mettermi un po di lip-gloss, telefonare al mio socio, Luca, che sta ancora dormendo, per ricordargli che deve aggiornare il Sito e fare gli inviti per i prossimi eventi e riesco persino a dormire 4 minuti mentre siamo in coda in uscita. Mi sembra fantastico, mia sorella non fa domande io non ho voglia di spiegarle niente tanto prima o poi capirà cosa sta succedendo e quando si renderà conto che dobbiamo uscire dall’Italia entrerà in depressione perché non le detto di portarsi il Mac. Beh, userà il mio per lavorare su facebook, in fin dei conti mi costerà solo un abbonamento 24h per qualche giorno, potrei cavarmela con una cifretta bassa tipo un centinaio di Euro. Sono felice siamo al Check-in dell’Iberia il volo parte tra poco, imbarco la valigia vuota e cerco un posticino, dopo il controllo passaporti, per poter stare seduta a leggere la posta elettronica. Un mare di gente mi passa davanti, quando guardo le persone me le immagino sempre a letto chissà perché...che schifo vedo una famigliola felice con un poppante di pochi mesi, la moglie è almeno quindici kg in più il marito fissa la Capreccion-strano-tutti fissano sempre lei…beh sarà forse perché si è appena comprata una nuova quarta coppa C che fa voltare i pali della luce per non dire altre cose sconce..o forse perché con quel fazzolettino addosso e il tacco a spillo modello Pulp Fiction si è appena messa a cucciare in modo un po ambiguo un povero pezzo di cioccolata Lind con le nocciole…? Quel signorotto con la moglie obesa per il parto e il bambino che fregna mi fa un po schifo…come tanti paparini di famiglia appena si volta la mogliettina tentano di intortare qualunque femmina si presenti nel circondario, con qualsiasi caratteristica somatica non importa se gnocca o meno basta abbia una speciale fessura all’estremità bassa del pube e va benissimo tutto.. Mi rendo conto che in questa particolare occasione a questo povero Cristo gli è andata bene-si sta lustrando gli occhi ammirando un paio di caviglie da premio Nobel-ma haimè vorrei dirglielo che la Secca non si tocca perché è in crisi e troppo presa dal controllo cybernetico di Pinna Gialla. Il megafono della Hostess annuncia l’ultima chiamata per il volo Iberia 007, faccio una pipi e mi imbargo. Mi siedo e nel giro di 22 secondi cado in un sonno profondo, per fortuna perchè la mia vicina di sdraio puzza come una capra. Apparentemente una signora distinta sulla cinquantina capello grigio e corto nasino rifatto piuttosto segaligna, quando si toglie la giacca mi graffia con il suo sudore fetido e stagnante…Dio mio signora ma oggi è Venerdi e in teoria ci si dovrebbe lavare di più in prossimità del week end..macchè lei ha deciso che visto che la Hera l’aveva chiamata per annunciarle la chiusura temporanea dell’acqua per un guasto ad un tubo lei ha mandato il suo sapone in vacanza. Dormo dormo e dormo...

La Capreccion mi sveglia siamo gia arrivate, il tempo sereno una bella brezzolina mi smuove i capelli, prendo un taxi e vado in direzione Hotel, rigorosamente cinque stelle, rigorosamente nella Gran Via, tempio dello shopping e della perdita dei sensi…