domenica 25 settembre 2016

Ma le vostre fidanzate lo sanno che siete single?

Istruzioni per la lettura:
Astenersi uomini senza didimi
Astenersi donne crocerossine


Sono cose che succedono quando ti trovi in un parco troppo affollato, in un appartamento stracolmo di studenti, in un treno regionale stipato o in una relazione in cui ti accorgi di non essere in due bensì in un numero indefinito di individui in cui ognuno fa la sua gara e come dice una mia amica si fa a botte per un pendente che al massimo ha la durata di una canzone di Seu Jorge ( 3’30’’).
Cosa succede? Succede che ti incazzi.

martedì 20 settembre 2016

L’amore è la grande rivoluzione. Pensieri sconnessi AspassoconBlue

E mi ritrovo qui, una domenica sera di fine estate che combatte il crepuscolo di un autunno alle porte, con la pioggia che tintinna sui marciapiedi.

Amo ascoltare la pioggia mentre sono sdraiata sul letto a scrivere, mi piace sentirla cantare con le finestre aperte, mi rilassa, mi fa pensare a tante cose e nella nenia del suo baciare l’asfalto mi ritrovo a pensare a che estate invisibile ho passato.

Quest’anno non mi sono nemmeno accorta che l’estate sia iniziata, non ho sentito il profumo delle rose, la calura sulla pelle, il sole non mi ha accarezzata nemmeno un momento. È stata un’estate di cambiamenti, di grandi emozioni che hanno messo ancora a dura prova il cuore e un’estate in cui ho perso l’orientamento, la bussola si è rotta e la segnaletica vitale ha dato forfait. Un’estate in cui la parola serenità ha fatto posto alla corsa all’impazzata della tachicardia, in cui il mio letto è stato sostituito con una poltrona di ospedale e in cui la mia spensieratezza è stata cementata dal dolore lancinante delle perdita di mia nonna Anita. In tutto questo condensarsi di dolore al rialzo, lacrime pesanti come la caduta di un macigno dal Monte Bianco e la sensazione continua di stare perennemente in affanno ho comunque avuto il tempo di infilare alcune riflessioni, provenienti da anni e anni di chiaccherate fatte con mia nonna, che mettono il puntino definitivo sulla mia idea di relazione.

lunedì 5 settembre 2016

Camera con vista sulla felicità


Ogni volta che lascio il mio blog orfano per tanto tempo ho bisogno di ricominciare a prendere dimestichezza con lui scrivendo ciò che mi rende felice.
La felicità è qualcosa della quale mi piace scrivere, amo battere sui tasti a ruota libera mettendo in fila ciò che mi strappa un sorriso.
È passato molto tempo dall’ultima volta che mi sono fermata qui.

giovedì 31 dicembre 2015

Re e Regine oltre il 2015

Un altro anno è passato.
365 giorni di passioni, tormenti, esperienze, emozioni, sorrisi strappati, amori inesistenti, amicizie consolidate e altre perdute. Dodici mesi in cui NON mi sono seduta a guardare la vita che scorreva ma l'ho presa di petto, ho afferrato il tempo tra le mani e ho gareggiato con lui. Un anno in cui non è successo nulla di eclatante - per fortuna - gli ultimi tre erano stati pazzescamente folli e intensi e credo che non avrei sopportato così tante emozioni anche per il 2015. Un anno in cui ho finalmente ritrovato il tempo di leggere, di pensare, di ascoltare, di osservare. Un anno di lenti cambiamenti, ma in fondo chi l’ha detto che devo andare sempre veloce.

E così mi guardo indietro. 

Sto cercando nella memoria, un po’ perduta, eventi che possano classificare il 2015 come un anno da ricordare. Ma non ne ho, e non lo dico per essere negativa, ma lo dico con la consapevolezza che la vita deve saperti regalare anche emozioni miti e non solo picconate violente. I giorni possono susseguirsi anche senza fiato corto e di questo, ora, ne sono convinta.

martedì 11 agosto 2015

Segni indelebili a palato, memoria e cuore. La cucina di Mauro Uliassi

Amo il cambiamento e amo chi ha il coraggio di portare con sé la tradizione
 senza esserne schiavo.

Uliassi. (Credit da Web)
Agosto di riflessione, di pensieri che fanno a botte tra loro, di frasi che si spezzano con un alito di vento e di sapori che voglio provare, annusare, sentire. Agosto che questa volta sei tutto mio, e del mio inesorabile e instancabile desiderio di cibo. Agosto che ti prendo per la gola e faccio capriole per sopportare il caldo che mi cuci sulla pelle come un cappotto di piume d’oca. Agosto di viaggi che vanno dal letto alla doccia e poi ancora, dalla doccia al divano, ma che qualche volta vanno da casa (Bologna) a Senigallia, rigorosamente in treno, perché posseduta dal desiderio capriccioso di mangiare da Uliassi. Agosto che preparo il computer, infilo un tacco in borsa e scappo in stazione, agosto che faccio un appuntamento di lavoro e poi non vedo l’ora che sia sera per entrare in quel tempio marchigiano che è Uliassi. Agosto che, Dio benedica le mie passione, che sono solo due (arte e cucina), ma che quando si prendono per mano sanno farmi così felice che quasi cammino dritta dopo una bottiglia di Thienot Brut e due antistaminici per combattere la mia allergia alle olive. E allora cuffiette nelle orecchie ed Exilio che suona a tutto volume mentre ondeggio sul sedile di pelle ringrinzita del TreNord. Gocce di sudore lungo la schiena, ventaglio che sventola aria rovente, gente in piedi con valige grandi come armadi ed io, che ho solo me stessa e i miei tacchi a spillo, per fare due cose straordinarie: concepire una mostra e progettare il mio prossimo kg di troppo. Senigallia, il Summer Jamboree che veste le persone di sorrisi alcolici e le donne di gonnelle svolazzine e nastrini per i capelli a pois, ed io che ho uno stupendo ma anonimo vestitino verde petrolio, ma che mi sento, dalla felicità, la migliore delle rockabilly sulla piazza principale.
Suono. Cuore a mille. Già sono ubriaca di gioia.
Mi siedo.
Respiro.
Aria di mare. Odore di salsedine. Sabbia addosso. Vita tra le mani.

lunedì 27 luglio 2015

Uomini piccoli, piccoli, forti solo nel branco. Io sto con te ragazza della Fortezza da Basso

Immagine presa dal Web
Ho letto e riletto decine di volte, in queste ultime quarantotto ore, la lettera scritta dalla ragazza della Fortezza da Basso. Una lettera scritta dopo la sentenza di assoluzione dei sei accusati dello stupro di gruppo, avvenuto nel 2008 a Firenze. Ho cercato di darmi una spiegazione sul perché della assoluzione, ma chiaramente non ci sono arrivata, non ho le competenze di un giudice, non sono in grado di trovare e di capire il perché loro, in sei, siano stati assolti e invece quella ragazza, sola contro il branco sia stata ritenuta “presente a se stessa anche se probabilmente ubriaca”, e quindi sia stata oggetto, secondo qualcuno, consenziente perché non stata in grado di ostacolare lo stupro che, ripeto, era uno contro sei.
Andiamo per logica, mettiamo i puntini sulle I. Nessuna, e accento nessuna donna al mondo, se presa da sei uomini è in grado di difendersi (tantomeno se alterata da un po d’alcool). Nessuna donna è in grado di reagire a sei uomini che la tengono ferma per abusare di lei. Nessuna donna è capace di districarsi se uno le tiene le braccia, uno le gambe e gli altri, a turno, fanno del suo corpo ciò che vogliono.

mercoledì 15 luglio 2015

La donna è nata dalla costola dell'uomo o sotto al suo piede? Tutta questione di PUNTI di vista

Si può dire ancora che vi siano delle 'donne'? Certo la teoria dell'eterno femminino conta numerosi adepti [...]; altri sospirano: 'La donna si perde, la donna è perduta.'. Non è più chiaro se vi siano ancora donne, se ve ne saranno sempre, se bisogna augurarselo o no, che posto occupano nel mondo, che posto dovrebbero occuparvi. 'Dove sono le donne?'[...]. Ma innanzi tutto: cos'è una donna? ‘Tota Mulier in utero: è una matrice', dice qualcuno. Tuttavia parlando di certe donne, gli esperti decretano 'non sono donne', benché abbiano un utero come le altre.
Simone de Beauvoir


L’amore è come una ciambella calda appena uscita dal forno. È come il profumo del caffè che straborda dalla moka. È come una fetta di salame all’aglio affettato largo. È come il pane che lievita lentamente. L’amore è un bicchiere di Lambrusco in pieno Agosto, un calice di Franciacorta in Autunno e un tulipano di Chianti Classico durante i giorni della merla. Ma soprattutto l’amore è quel momento della vita in cui non hai passato perché dimentichi ogni cosa, non sai se avrai futuro perché ti sembra troppo lontano, ma hai solo un presente che ti divora. L’amore è quel momento in cui ti senti leggera, così tanto leggera da saltellare per strada, in cui ti senti bellissima perché sai che sei l’oggetto del desiderio del tuo amato, in cui ti senti completa perché pensi di aver trovato quella parte di te che prima avevi smarrito. L’amore ti veste di felicità che, come dice una mia amica: è l’unico gioiello di cui ha bisogno una donna. L’amore dovrebbe essere così, cuore leggero, ali alle caviglie e sorriso incollato al viso. Dovrebbe essere come una giornata passata in cucina senza saper cucinare, una maratona di 24 ore alla scoperta degli alimenti, dei sapori e delle sensazioni che il cibo da alle nostre emozioni. L’amore dovrebbe farti cantare sulla bicicletta, o sotto la doccia, o nel letto. L’amore dovrebbe essere quella parentesi che ti gonfia il petto, ti inarca la schiena e ti fa salire di dieci centimetri senza tacchi a spillo e naturalmente dovrebbe farti venire l’acquolina in bocca a ogni pensiero.